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venerdì 4 dicembre 2015

Al bar con la carta di credito e in gioielleria con il contante

Le bizzarre scelte di un governo che sembra presieduto dalla reincarnazione venuta male di Groucho Marx. Contante fino a tremila euro e pagamenti sotto l’euro con la carta di credito. Dal favorire oggettivamente nero ed evasione fiscale al controllo su cornetti e cappuccini. Le motivazioni di Boccadutri.


Dopo la bella pensata di innalzare la possibilità di spesa con i contanti da mille a tremila euro il governo ne ha partorita una seconda: poter saldare con la carta di credito anche quelle sotto l’euro.  Come dire che da domani dopo aver gustato il caffè al bar anziché affannarsi nella ricerca delle monete si potrà far cadere con nonchalance  nelle mani della cassiera la propria carta di credito. E questa non potrà rifiutare il pagamento anche se svantaggioso. Che tra i due ponzamenti si possa intravvedere una qualche contraddizione sarebbe logico solo se si vivesse fuori da Belpaese. In caso contrario questa è solo la normalità.  

Se la prima idea, quella dei contanti, era stata presa con l’intento di stimolare la ripresa e la crescita questa seconda «È una questione di libertà» Come non averci pensato immediatamente. Ma ancora di più, si vuole che «i cittadini siano liberi di scegliere come pagare in qualunque situazione.» Quindi un atto decisamente rivoluzionario. Bolscevico se non addirittura giacobino. Luigi Capeto, in arte Luigi XVI avesse fatto questa proposta alla riunione della Pallacorda senz’altro avrebbe salvato il collo suo, quello di Maria Antonietta e di qualche migliaio di nobili, ma tra i suoi consiglieri non c’era neanche un antenato di ventesimo grado di Sergio Boccadutri. Ci fosse stato la storia dell’Europa avrebbe preso tutta un’altra piega. Ah, già, non s’è detto che il virgolettato di qualche riga sopra è puro pensiero boccadutriano. Mica bruscoli. 

Per quei pochi che non riescono a focalizzare la figura di Sergio Boccadutri basteranno alcune pennellate per inquadrarlo. Innanzi tutto è un adamantino paladino della libertà. Che per lui significa anche, se non soprattutto, muoversi in libertà. Come per esempio, passare da Sel al Pd al seguito di Gennaro Migliore, che di Sel era il capogruppo alla Camera. Quando gli si chiede che professione eserciti risponde “dirigente di partito” però, ora che è nel Pd, al generico titolo di dirigente può aggiungere quello di Responsabile dell’Innovazione. Il senso di libertà è evidente. E non c’è libertà nella legge da lui propugnata di dar corso ai rimborsi elettorali ai partiti? Certo che sì: la libertà dell’incasso. Che per lui ex tesoriere di Rifondazione Comunista e poi di Sel deve aver rappresentato un brivido blu. Alla faccia dei cittadini che in libertà, poveretti loro, hanno in mente ben altra destinazione per quei denari. D’altra parte come non considerare innovativo e sullo stesso piano dare soldi pubblici ai partiti e andare al bar con la carta di credito? Chissà se Steve Jobs ci aveva mai pensato? E si spera solo che la notizia non arrivi alle orecchie di Zuckerberg. Il povero Mark potrebbe cadere in depressione e richiedere indietro quel 99% delle sue sostanze dato in beneficienza. Ma d’altra parte la libertà non ha prezzo.  

La meravigliosa carica di libertà e di innovazione racchiusa in quel piccolo rettangolino di plastica ha nel Boccadutri il suo esegeta più puro. Forse non c’è lui dietro l’idea di permettere il saldo di conti fino a tremila euro con le volgarissime banconote., ma non pare si sia opposto con la stessa veemenza.  Una volta, ma era in Sel voleva abolire le banconote da 500€. D’altra parte anche pagare fino a tremila euro con i contanti è scelta di libertà, oltretutto fatta a fin di bene, ovviamente. Chi non vuol sostenere la crescita e la ripresa economica? Tuttavia questa seconda opzione nasconde palpabili tratti di alienazione sociale. L’acquirente non si libererà mai dalla schiavitù del denaro contante. Che soddisfazione c’è nell’andare in gioielleria con tremila euro nel portafoglio? E dove la si mette l’allienazione che si prova nel conteggio delle miserabili e sudice banconote? No, assolutamente meglio pagare il bar con la moneta di plastica. Qualche malpensante dirà che in questo modo si saprà quando il signor Stracazzetti Alfredo (che in omaggio alla non retorica non viene qui definito metalmeccanico o ceto medio e tantomeno piccolo artigiano) e  pure quante volte si sia preso una pausa e quali quantità di cornetti e cappuccini abbia ingollato. E dal caffè pagato con carta di credito al redditometro e all’accanimento dell’Agenzia delle Entrate il passo può essere breve.  Ma qui si vede tutta la piccolezza dell’animo umano e al contempo la sua grandezza. Il signor Stracazzetti risponderà che quello non è un controllo ma un esaltante esempio di trasparenza. Non come il signor Vaffanculetti (anche lui di nome fa Alfredo) che sarà costretto a nascondere i suoi acquisti anziché vantarsene con gli amici al bar. E dovrà camminare rasente i muri per entrare non visto nelle gioiellerie e sarà sempre alla disperata ricerca di alibi farlocchi per cercare di spiegare quelle assenze non giustificate dalla carta di credito. Con quella mefitica alea di aver favorito il nero, l’evasione fiscale e pure l’elusione. Il discredito sociale ed il pubblico ludibrio potrebbero portarlo alla disperazione. Niente paura, non succederà. 

L’italico popolo è forte abbastanza e cinico il giusto, per poter digerire anche le strampalate iniziative di questo governo che sembra presieduto da una reincarnazione, venuta male, di Groucho Marx e che nelle figure di contorno annovera aspiranti spalle da avanspettacolo. 

5 commenti:

  1. Michele Citarella4 dicembre 2015 21:34

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  2. Pasquale Maidecchi4 dicembre 2015 22:26

    Siamo governati da tanti furbetti..... ma incapaci ed inetti !

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  3. nn ho parole

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  4. Infatti non ce ne sono piu'. Dobbiamo agire

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  5. Torelli Roberto5 dicembre 2015 21:51

    Gent.mo Sig.re
    Ho ricevuto,come tante altre, questa sua mail e mi ha convinto a rispondere! Questo articolo di Repubblica di Firenzze mette in luce come i Costituenti avevano pensato anche all'evasione fiscale che anche allora era lo sport nazionale preferito a danno dei ceti meno abbienti! Le allego anche la Vera Delega di riforma tributaria votata dall'Assemblea Costituente il 23 maggio 1947 alla quale i governi e parlamenti che si sono succeduti fino a oggi non hanno emanato i relativi decreti attuativi.
    Confidando in una sua lettura dei testi resto in fiduciosa attesa di suoi commenti.
    Grazie e cordiali saluti.
    Roberto Torelli
    ALTRO CHE 1000 O 3000 EURO PER “EVITARE”L'EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA!!!!
    Questo il titolo di un articolo di Repubblica del marzo 2013
    SI SCORDANO DI DICHIARARE AL FISCO LE LORO ENTRATE!
    COSTRUTTORI EDILI TRADITI DAI LORO CLIENTI!!!
    L'articolo dimostra, in modo chiaro e disarmante l'efficacia, che l'applicazione dell'articolo 53 della Costituzione mettendo al CENTRO la PERSONA con la sua vita economica fatta di entrate ed uscite, nell'evitare l'evasione fiscale e fare emergere un sommerso annuo pari a circa 450/500 miliardi per un mancato gettito di 260 miliardi!
    E' accaduto che i clienti hanno portato in deduzione dal loro reddito lordo il 36% del totale dell'importo delle fatture rilasciate dai fornitori per ristrutturazioni edilizie.
    L' Agenzia delle Entrate di Firenze,viste queste deduzioni, hanno potuto fare un “ controllo incrociato” ed hanno scoperto che i fornitori non avevano contabilizzato sul loro reddito d'impresa gli incassi degli importi dei loro clienti!
    Il nuovo accertamento ha portato allo scoperto un sommerso di 11 milioni di imponbile tra IVA e IRPEF.Poi ci sono evasioni di IRAP e Contributi Previdenziali!
    Per il precetto di capacità contributiva, di cui al 1°comma dell'articolo 53 della Costituzione, le spese primarie e sociali, non quelle che rappresentano un lusso, non sono soggette ad alcuna tassazione, nel senso che esse fanno parte della capacità contributiva. (On.le Scoca relatore, a nome di tutti i partiti, dell'articolo 53 della Costituzione votato all'unanimita' dall' assemblea costituente del 23 maggio 1947)
    Inoltre, applicando i 2 commi dell'articolo 53 della Costituzione,
    viene accertata l'effettiva capacità contributiva e viene dato progressività al sistema tributario nel suo complesso.( tributi diretti ed indiretti sui consumi = IVA-IRPEF).
    A cura dell'Associazione Articolo 53!
    Torelli Roberto

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