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mercoledì 2 dicembre 2015

A Concita De Gregorio non piace la Svizzera. E poco anche Bolzano.

Sulla proposta di un oscuro senatore del Pd di mettere le targhe alle biciclette la giornalista ironizza sugli abitanti di Bolzano che fanno tanta simpatia e dice di non voler essere paragonata per usi e costumi alla Svizzera. Magari a qualcuno piacerebbe condividere qualche plus (mica tutti) della Confederazione. Le alzatacce procurano brutti scherzi.

Concita De Gregorio, editorialista di La Repubblica, 52 anni, quattro figli e attuale conduttrice di PrimaPagina* su Rai radio 3, non vorrebbe essere paragonata «per usi e costumi alla Svizzera.» 
In altre parole la Svizzera non le piace. Ad altri non piace il Liechtenstein  e si è sentito anche di qualcuno a cui non piace la Kamchatka e a un paio è antipatica l’isola di Pitcairn. Di per sé non è una gran notizia e probabilmente i quattro elvetici che seguono la trasmissione se ne faranno una ragione e continueranno a vivere placidamente. Il fatto che colpisce è da cosa ha tratto spunto questo inopinata esternazione. E i corollari che a questa fanno da contorno. Il tutto nasce dalla proposta di tal Marco Filippi, oscuro anzi oscurissimo senatore del Pd, uno dei tanti nominati dalla segreteria di partito e spedito a posare le onorate terga sugli scranni del Senato. È a tal punto ignoto il suddetto senatore che wikipedia su di lui riporta solo due, due di numero, righette striminzite. Nella prima si dice che è nato a Livorno il 5 agosto del 1963, e di questo non si può fare alcuna colpa né all’anno né alla città. E si aggiunge che è un politico (parola da usare con cautela direbbe Aristotele) italiano. La seconda in compenso recita: “Nel novembre 2015, con un emendamento a un ddl delega, ha proposto di eventualmente tassare le biciclette” Non ci fosse stato questo exploit autunnale la riga con i dati demografici, parziali, sarebbe rimasta sola. Comunque, al di là e al di qua di questo il nulla. Come giusto che sia. Ora la proposta del senatore toscano vuol mettere le targhe e far pagare il bollo alle biciclette. Orrore. Stupore. Scandalo. Che proprio un figlio di Toscana, terra di nobili e campionissimi ciclisti come Ginaccio Bartali, Gastone Nencini, Fiorenzo Magni, Franco Ballerini e financo Mario Cipollini, pensi di tassare le biciclette ha quasi del surreale, soprattutto mentre si discute (ma è per finta) sul come arginare le nefande conseguenze dell’inquinamento procurato dalle automobili. In quanto a tempismo il senatore Filippi potrebbe correre nelle gare a cronometro. E quindi giù proteste e telefonate indignate. Fin qui l’atteggiamento della Concita De Gregorio è lievemente ironico e sostanzialmente neutro.  Ma poi accade il fattaccio.
Questo si presenta sotto le spoglie di un sms che la giornalista presenta così: « Mi scrive un sms Stroble da Bolzano che dice che in Svizzera e in altri Paesi europei le biciclette devono avere la targa questo per via di incidenti. Io non so … ora poi, con tutto il rispetto dei nostri amici di Bolzano che mi fanno molta simpatia ma Bolzano non è Roma, è una città che amo tantissimo non è Roma non è Milano non è Napoli. A Bolzano gli incidenti stradali in bicicletta sono più rari eppure non so se vorrei essere paragonata per usi e costumi alla Svizzera. Vediamo. Un’altra telefonata.» A parte l’evidente incongruenza tra i rari incidenti bolzanini in raffronto a quelli, supposti più numerosi, di Milano, Roma e Napoli che proprio per questo varrebbe la pena di richiedere una qualche regolamentazione, c’è l’irridente commento «agli amici di Bolzano che fanno molta simpatia» e infine l’affondo sugli usi e costumi della Svizzera. Saranno i vicini svizzeri un po’ noiosi, forse, un po’ seduti, forse, poco creativi, forse, e magari un po’ freddini, forse, ma se si va a vedere una partita di hockey dalle loro parti si cambia idea. In compenso la loro economia gode buona salute, se hanno un problema lo risolvono con un referendum (e senza questioni di quorum e conseguente invito ad andare al lago da parte dei politici. Loro il mare non ce l’hanno). E poi tutti pagano le tasse che sono basse e a confronto di quelle italiche una vera inezia, gli evasori o elusori fiscali finiscono dritti dritti in galera e soprattutto ci restano, hanno le strade pulite e tombini non intasati dalle foglie neanche d’autunno, fanno la raccolta differenziata e molti si autoproducono il compost con cui fertilizzano il giardino davanti a casa e l’orto dietro. Si potrebbe parlare anche dei treni locali che sono puliti e funzionano anche di notte, ma perché infierire.  In più hanno vinto la Coppa America e primeggiano nel tennis e nello sci e anche con il calcio non sono messi male. E sui plus dei quattro cantoni si potrebbe pure andare avanti. Ora perché non si dovrebbe essere contenti di essere paragonati per usi e costumi alla Svizzera?  E prima di tirar fuori la questione della antica xenofobia si pensi a quel che si fece a Torino con gli italianissimi fratelli calabresi e campani e siciliani.
Magari, qualche volta, le alzatacce per commentare i giornali del mattino impediscono a tutte le sinapsi di essere attive e non ci si accerta che ci sia collegamento tra cervello e bocca. Capita. E questa è stata una volta di più.
*Puntata del 1 dicembre 2015

27 commenti:

  1. Carlo Lo Biundo2 dicembre 2015 10:55

    Che polemiche, non c'è altro da discutere??? La De Gregorio ha ragione, lei vorrebbe mettere le targhe a Napoli? e perché? Ad Amsterdam, 1 milione di bici per 800mila abitanti, non ricordo targhe sulle bici.

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    1. Vorrei che in Italia l'economia, le tasse, l'occupazione, la pulizia delle città,la lotta all'evasione fiscale la gestione dei musei, tanto per dirne qualcuno, fossero come quelli svizzeri.

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    2. Carlo Lo Biundo2 dicembre 2015 11:00

      Allora, la questione non è le targhe, ma la mentalità sporca, corrotta, tangentista, massonica, piccolo borghese, che è tipica del pensiero italiano. Dai più piccoli ai più grandi, da sud a nord, e a tutti i livelli.

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    3. Esattamente, la questione sulle targhe è una sciocchezza così come la risposta che mostra una sottile forma di razzismo

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  2. Andrea Bertini2 dicembre 2015 11:02

    bin laden da giovane faceva vacanze in svizzera....chissà perchè...

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    1. per tanti motivi, si può supporre che anche che gli piacessero i laghi. Anche Tina Turner e Sophia Loren e tanti altri stranieri abitano lì e qualcuno la Turner ne haottenuto la cittadinanza

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    2. Andrea Bertini2 dicembre 2015 11:12

      si...si....certo....anche lo slittino praticava....poi vabbè...ci son certe banche...ma è una coincidenza...

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  3. Perchè non può esprimere delle sue preferenze?

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  4. Kelly Carnemolla2 dicembre 2015 11:07

    Vivo sulla frontiera svizzera e a me non risulta che sulle bici servano più le targhette.

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  5. Io la settimana scorsa sono stato a Perugia, ad Assisi, a Todi, a Deruta....
    Siamo piccoli, sporchi, cattivi, ladri, ecc Noi Italiani,.ma...la settimana scorsa ho visto tanti di quei "Tesori" che ero meravigliato di come proprio Noi Italiani avessimo potuto fare tutto ciò.
    Sfido chiunque a porsi davanti agli affreschi di Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi e pensare "bene"di tutti quelli che ci deridono....
    Sia chiaro: possiamo e Dobbiamo migliorare ma qualcosa di bello e buono abbiamo fatto e .....saremo ancora in grado di fare!!

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    1. Senz'altro, basta farlo. E allora facciamolo. E soprattutto non vantarsi solo delle glorie degli antenati. Loro non ci sono più.

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    2. Roberta Trebbi2 dicembre 2015 22:13

      Quante volte ho sentito parlare di eccellenze.....
      Un Paese giusto porta avanti tutti .....con le sue leggi scritte e rispettate....
      Cosa se ne fa' delle eccellenze se non c'è lavoro, se la scuola e' disastrata, se la corruzione e l'evasione sono la regola e non l'eccezione, se il codice della strada non viene rispettato, se i cittadini non sono tutti uguali, se la politica di dedica ai propri interessi individuali o di gruppo e agisce come se la Repubblica avesse una religione di Stato. No, le eccellenze da sole non bastano

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  6. Giuseppe Deste2 dicembre 2015 11:59

    dalla Svizzera c e solo da invidiare l orologio a cucu'.per il resto son solo strozzini e vigliacchi

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  7. Paolo Penacchio2 dicembre 2015 12:01

    "A Bolzano gli incidenti stradali in bicicletta sono più rari eppure non so se vorrei essere paragonata per usi e costumi alla Svizzera." detta così sembrerebbe proprio che la gentile giornalista abbia scambiato l'Austria con la Svizzera o Bolzano con Como. Una bella gita in bicicletta da passo Resia fino a Bolzano credo che potrebbe essere apprezzata anche dalla brava Concita De Gregorio( anche perchè tutta in discesa) ; ma sarebbe una più ardua biciclettata da Passo Resia fino a San Gallo a farle capire che, viste,e pedalate, da Bolzano , Austria e Svizzera non sono poi la stessa cosa.

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  8. Duccio Amedeo Schiavoni2 dicembre 2015 13:22

    ogni paese ha il suo buono e il suo cattivo ,noi in italia abbiamo ereditato tanto buono ma lo trattiamo male.In Svizzera hanno molto meno opere e valori artistici di noi ma li trattano molto bene.

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  9. Enrico Tramacere2 dicembre 2015 16:06

    Se l'Italia imparasse dalla Svizzera il modello sociale e politico, insieme al rigoroso laicismo, avrebbe tutto da guadagnare. Che Concita sia scivolata su una percezione scorretta?

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    1. Probabilmente sì. Senza contare che Bolzano confina con l'Austria e non con la Svizzera.

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    2. Ma se l'Italia imparasse così bene dalla Svizzera al limite potrebbe diventare Svizzera essa stessa....o no? E perchè la Svizzera con il modello sociale e politico così evoluto...con tante banche..con tanto ordine...in tanti anni (come ha osservato Orson Welles) ha donato all'umanità solo ....orologi a cucù??
      Ps. La provincia autonoma di Bolzano confina con la Svizzera !!!

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    3. che se fosse sarebbe un così grave danno? vero che la provincia di Bolzano confina con la Svizzera ma il punto di riferimento culturale è l'Austria come Como che confina con Monza ma guarda a Lugano.

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    4. Enrico Tramacere2 dicembre 2015 20:09

      Penso che il problema principale di questa questione non siano i confini, ma quanto un commento superficiale sulla Svizzera che davvero non sembra coerente con la personalita' e capacita' di Concita.

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    5. Credo che della Svizzera abbia voluto stigmatizzare una certa asetticità umana, l'organizzazione è di certo al di sopra di ogni possibile critica.

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    6. Quanto all'effettiva asetticità non saprei ...

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    7. Enrico Tramacere2 dicembre 2015 20:15

      Ed e' proprio li' che dico "commento superficiale". Dopo 33 anni di Italia e 18 di Zurigo...la percezione e' falsata dalla non-conoscenza. Quello che spesso viene definito come "asetticita' umana" e' a volte "correttezza"...che da italiano mi provoca rilassatezza e comodita'

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    8. Oscar Caramella2 dicembre 2015 20:16

      In paradiso la puntualità è svizzera, all'inferno italiana.

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    9. Ornella Marigliani2 dicembre 2015 20:17

      Io credo che si riferisse alla mitica perfezione, di quelle zone,più che all' urbanistica in partoicolare.

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  10. Kelly Carnemolla2 dicembre 2015 20:24

    Pensate anche che in Svizzera quasi tutti tengono un'arma in casa perché per gli uomini vi è il servizio di leva obbligatorio per un mese all'anno (mi pare) e fino a età avanzata. Eppure non sono inclini alla violenza e sono molto rari furti, omicidi e stragi. Vi confesso che a volte mi viene la voglia di passare dall'altra parte.

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  11. Donatella Dominici3 dicembre 2015 09:51

    Ma state proprio a controllare ogni parola!!!.

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