Cerca nel blog

martedì 1 settembre 2015

Roberto Calderoli si sposa. Così forse se ne andrà

Si spera che con il gran passo metta la testa a partito. L’anno scorso aveva annunciato il suo prossimo ritiro. Agosto per Calderoli è il mese dei buoni propositi magari settembre diventa quello dei bei fatti. Sarebbe bello se il viaggio di nozze lo facesse nel deserto del Gobi

È ben vero che visto da vicino nessuno è normale, ma è altrettanto vero che se uno non lo si guarda da vicino vien difficile trovargli del buono. Ed evidentemente in questi ultimi 14 anni Gianna Gancia, ex presidente leghista della provincia di Cuneo, deve aver ben osservato, mirato e rimirato Roberto Calderoli per trovarci quel tanto di buono che alla fine l’ha fatta decidere al gran passo del matrimonio È senz’altro stata un’osservazione lunga e minuziosa d’altra parte i cuneesi, la prossima signora Calderoli è nativa di Narzole cittadina diventata famosa alla fine degli anni ottanta per la produzione di vino al metanolo, son gente che pesa, soppesa e pondera ogni decisione. Dalla stessa provincia vengono anche Daniela Garnero in arte Santanché e Favio Briatore. Due campioni.

Quindi del buono nel Calderoli Roberto da qualche parte deve pur esserci. E lei, la Gianna Gancia, l’ha trovato e con ogni probabilità se lo vuol tenere ben stretto. Che se fosse anche custodito sotto chiave in qualche casa sperduta nella provincia granda sarebbe una gran fortuna per tutti. Ma per lei soprattutto.

Comunque ora che il Calderoli fa il gran passo si spera metta la testa a partito, come si usava dire una volta agli scavezzacolli. E lui negli ultimi vent’anni di essere uno scavezzacollo (si è nell’era del politicamente corretto quindi più in là di scavezzacollo non si va) l’ha ampiamente dimostrato. Inutile brandire il solito elenco di calderolate che son tante, quasi da guinness dei primati e sempre con un neanche tanto vago afrore becero-rozzo-trivial-razzista. Il che ci sta tutto poiché la vita di uno scavezzacollo non è un pranzo di gala in guanti bianchi.

 Già l’anno scorso, 2014 era anche allora agosto, ma l’inizio, il Calderoli aveva dato segni di un possibile, che non voleva dire certo,  impegno per il bene dell’umanità. In una intervista a Il fatto quotidiano aveva annunciato la sua prossima dipartita dalla politica dimenticando, pur tuttavia, di indicarne il giorno, il mese e soprattutto l’anno. Unico vago riferimento temporale era stato un accenno all’approvazione di non meglio precisate riforme. Il fatto che per la renziana riforma del Senato abbia presentato cinquecentomila emendamenti non fa ben sperare, ma il matrimonio invece sì. L’intenzione, diceva nel chiacchierare con il giornalista, era di riprendere i valori veri della vita. Quindi il matrimonio ci sta tutto. Dicono i bene informati, specialmente quelli che questa esperienza hanno affrontato reiterate volte per il solo amore della famiglia, sia un’istituzione calmante. Casini Pierferdinando è infatti meglio di un sonnifero.

Pare infatti che il gran passo, almeno nei primi tempi rassereni il nubendo, ne concentri l’attenzione sulle cose della casa, dia ordine e ritmo costante alla vita e, in genere faccia anche un po’ ingrassare. Il bell’ingrasso dovuto all’appagamento dello spirito e dei sensi che nulla ha a che fare con quello derivato aell’isteria politica che il Calderoli ha già provato.. Ed inoltre essendo questo il matrimonio numero due per il nostro ci sono maggiori possibilità di riuscita senza contare la fortuna di un bel congedo matrimoniale con annesso viaggio di nozze. Che una volta partiti non è detto si ritorni. Altri hanno già provato l’ebrezza della trasgressione, una camper e una vita d’avventura nel deserto del Gobi, per esempio, perché la coppia Caldereoli-Gancia non dovrebbe provarla? Lì, nel deserto del Gobi, a ponzare se si è davanti un cammello o un dromedario e a chiedersi quanti millenni siano necessari per avere quei bei granelli sfericamente perfetti di  sabbia, domande ontologicamente epistemiche di fronte alle quali la vicepresidenza del senato impallidisce. Quindi tutti a tenere le dita incrociate e a tifare per il matrimonio. Con annesso viaggio di nozze. Nel deserto del Gobi. Auguri senatore Calderoli.

4 commenti:

  1. Col c**** che se ne va'

    RispondiElimina
  2. Simone Pianetti2 settembre 2015 13:33

    Chi sarà suo marito?

    RispondiElimina
  3. buffone di corte..

    RispondiElimina
  4. Ce lo togliamo di torno???

    RispondiElimina