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martedì 25 agosto 2015

Agosto da mese rosso a rosa pallido.

Monsignor Galantino dà fuoco (metaforico) alle polveri e il Feltri Vittorio ci butta benzina agosto si presenta come un mese rosso, rivoluzionario. A tuonare ci si mette anche il plurimiracolato ministro Martina. Poi Bagnasco (omen nomen) annacqua tutto.

C’è una convenzione, non scritta, che nel mix tempo-evento stabilisce che  i colori da usarsi siano solo due: il nero e il rosso.  Il nero si usa per le tragedie: settembre nero, per il massacro dei palestinesi in Giordania, lunedì nero, giovedì nero, venerdì nero, per il crollo di qualche borsa in giro per il mondo. Il rosso invece si usa per i moti rivoluzionari: settimana rossa, la prima che si ricordi in Italia data 7-14 giugno 1914 partì da Ancona e dalle Marche all’Emilia-Romagna alla Toscana e via a correre per lo stivale. Poi ce ne sono state molte altre negli anni a seguire e nelle località più varie. Altri colori non se ne sono usati ma mai dire mai: questo agosto offre la possibilità di ampliare la tavolozza dei colori al rosa pallido.

In verità questo afoso agosto 2015 era partito benissimo per classificarsi nella categoria dei rossi, le parole di fuoco spese a favore dei migranti e quelle al calor bianco contro i politici e poi quelle contro i prelati erano un ottimo segnale. Oddio quel che lasciava un po’ perplessi erano gli oratori. Sentire il segretario della CEI monsignor Nunzio Galantino lanciarsi in feroci e sanguinolenti affondi contro i politici che barattano manciate di voti con vite umane sferzandoli come piazzisti faceva sobbalzare. Che il segretario CEI fosse seguito a ruota dal cardinal Bagnasco, della stessa organizzazione è il presidente, che se la prende addirittura con l'ONU non faceva che rafforzare l’idea di imminente ribaltamento delle istituzioni. Ribaltamento 2.0. cioè solo virtuale. Peraltro l’anticiclone con i suoi gadget di caldo e umidità, i piedi ben piantati nella battigia e le mani occupate da bomboloni e granite o l’aria simil pura delle montagne poco invitano all’eroismo e alla voglia di descamisarsi. Meglio aspettare le mezze stagioni.

Quindi a partire col metaforico cerino pronto a far saltare la santabarbara sono stati i big della Chiesa, ovviamente questo non poteva essere e quindi ecco scendere in campo un campione della destra conservatrice, qualche volta anche bigotta, come il Feltri Vittorio. Chi l’avrebbe mai detto eccolo attaccare frontalmente il Galantino ribaltando su di lui l’insulto sanguinoso. Galantino diceva di «piazzisti da quattro soldi» e Feltri ribatte con «piazzisti da sacrestia». Una rivoluzione.

A dar manforte all’evento rivoluzionario si lancia anche il plurimiracolato Maurizio Martina che come ministro dell’agricoltura scopre l’esistenza del caporalato nelle campagne del sud Italia. Avesse guardato un po’ più la televisione almeno dal lunedì al  martedì e dato una scorsa ai giornali se ne sarebbe accorto prima senza aspettare la morte di una donna, peraltro avvenuta in luglio. Ma tant’è, ai miracolati non è chiesto molto oltre la semplice presenza.

Al dunque fino all’altro ieri c’erano le premesse per far passare questo mese d’agosto tra quelli rossi, ancorché virtuale, ma ecco il rientro nella norma: il cardinal Bagnasco (omen nomen) annacqua tutto con un’uscita prevedibile, immaginabile, ipotizzabile, possibile e probabile, riporta la barra dritta. La questione è, quasi ovviamente, quella dei diritti delle coppie omosessuali e tutto rientra nella norma.  Basta rivoluzioni evviva la conservazione. Chissà se Feltri vorrà scagliarsi contro o abbozzerà. Il Pd, al solito, si spacca tra cattolici e non, l’ex radicale ora Ncd Quagliariello (che strana fine han fatto gli ex libertari) plaude. Il mese rosso sfuma e diventa rosa pallido.

2 commenti:

  1. Gilberto Barbieri25 agosto 2015 17:33

    Una delle analisi più oneste che abbia mai potuto leggere

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  2. Analisi onesta, certamente. Ma anche brillante e ricca di ironia. Un toccasana per i giorni che viviamo.

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