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giovedì 19 febbraio 2015

Twitter: Maurizio Gasparri si autocensura per Castruccio Castracani.

Maurizio Gasparri impedisce a tre follower di seguirlo. In compagnia di Castruccio sono La Vera Cronaca e Pippo Caricato. Il senatore ha oltre 58.000 follower  e solo a questi tre impedisce di seguirlo e leggerlo. Viene lanciato l’hashtag #mauriziogasparrifattiseguire. Detto senza malizia.

Si stenta a crederlo eppure è vero: Maurizio Gasparri ha deciso di autocensurarsi. La cosa avrebbe quasi del miracoloso se sotto sotto, ma proprio sotto, non ci fosse il trucco: si tratta di un’azione limitata e non rivolta erga omnes. Bello ed anche con una certa valenza civica, sarebbe stato se l’ex colonnello di Gianfranco Fini nonché partner di Ignazio La Russa nella corrente di An che, con sfoggio di creatività era stata battezzata «Destra in movimento», denominazione che dava adito a non poche ironie dentro e fuori il partito per un certo sentore di lubrico, avesse deciso di autocensurarsi completamente, ma così non è stato. D’altra parte una punizione per essere esemplare deve per sua natura essere selettiva. Nel primo caso poi più che una punizione si sarebbe trattato di una liberazione. Ma tant’è.

Tornando ai fatti: il Gasparri Maurizio, con atto unilaterale e anche di una certa arroganza che si potrebbe tacciare quasi di fascismo, ma quello staraciano che faceva sganasciare,  ha deciso di non far più leggere i suoi tweet a due frequentatori del social network e segnatamente a Vicario Imperial alias Castrucccio Catracani e La Vera Cronaca. Dopo qualche ora a questi è stato aggiunto anche Pippo Caricato non conosciuto ai due ma alla pari dolente compagno di sventura.  Ché vedersi portar via il pallone da quello dispettoso solo perché ne è il proprietario fa male due volte.

Atto d’imperio, la censura, e tanto più odioso quando viene selettivamente attivato. Un po’ come i film vietati ai minori di 14 anni. Un conto sarebbe stato se l’autocensura gasparriana fosse  stata applicata a tutti i suoi follower che sono oltre cinquantottomila e altro che solo quei tre poveri tapini siano stati inibiti dal poter leggere le gasparrate. Non c’è giustizia in questo mondo. Nel primo caso, con il pianto nel cuore e l’ira più iraconda, per le mancate risate, ci si sarebbe consolati con il classico «mal comune mezzo gaudio» ma in quello in questione resta solo la disperazione degli esclusi. Che è il peggio del peggio Solo questi tre condannati a non poter vedere la sintassi italiana bistrattata e fatta a brandelli o a non leggere Nazareno scritto con doppia zeta o a perdersi affermazioni paradossali confliggenti con il buon gusto ancor prima che con la logica. O altre simil razziste o simil omofobe: insomma a perdersi il meglio della produzione gasparriana. E poi perché solo questi tre? Non è dato sapere.

Si può comunque facilmente immaginare lo scoramento dei tre quando arrivati sulla pagina di Maurizio Gasparri hanno clickato sul bottone «segui» e anziché aprire il magico mondo hanno visto l’orrida scritta «Ti è stato impedito di seguire questo account su richiesta dell’utente» Certo a tutta prima si può immaginare che un moto di orgoglio abbia riempito i loro cuori:«l’olimpo Gasparri mi conosce» per poi lasciar spazio allo scoramento «non potrò mai più leggerlo. Salvo che non mi crei un nuovo account e lo segua in incognito.» Magia del web.. Già perché fatto il divieto immediatamente si trova il come aggirarlo. Specialmente quando il divieto è stupido. E in ogni caso decine di amici sono pronti a far circolare i 140 caratteri gasparriani in forma di samizdat.

Uno dei tre, il più legalitario, per por fine al barbaro divieto vuole ricorrere al Tar del Lazio e poi alla Corte di Cassazione e se necessario anche ai paracadutisti della RAF: nessuno può limitare la libertà di stampa e tantomeno Maurizio Gasparri a sé stesso.  Un altro, più tecnologico intende dar battaglia sul medesimo terreno e lancia l’hashtag: #mauriziogasparrifattiseguire. E che nessuno in questo vi legga malizia. Del terzo non si sa.

8 commenti:

  1. Sito Novefebbraio20 febbraio 2015 11:02

    Complimenti Castrù ! Non so cosa hai sul tuo biglietto da visita , ma qualsiasi cosa ci sia , foss' anche "commendatore di gran cordone " (absit injuria verbis) io ci aggiungerei "precluso dal verbo di Gasparri", vale due PHD !

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  2. Paolo Penacchio20 febbraio 2015 11:03

    "aiuto , aiuto, Gasparri se ne è ghiuto tutto solo ti ha lasciato" , Parafrasi togliattiana a parte, se qualcuno non spiega a Gasparri che Castruccio Castracani è un personaggio storico e non uno che va in giro a castrare chi si comporta da cani, le sue preoccupazioni rimangono più che spiegabili.

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  3. Annalisa Marcozzi20 febbraio 2015 21:23

    Cooooooosaaaaa?!!!!!! Si vergogna di quel che scrive lui stesso evidentemente!!!! Non vuole che circoli!!!! Nessuno può mettere il bavaglio!!!!!

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    1. Castruccio Castracani20 febbraio 2015 21:30

      forse è il primo passo verso il rinsavimento?

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    2. Annalisa Marcozzi20 febbraio 2015 21:31

      Ah ah ah ah...la vedo dura perché individui così hanno sempre delle ricadute anche se rinsaviscono...ma chissà!

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  4. Daniela Pasquino20 febbraio 2015 21:32

    che hai combinato Castruccio?!

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    1. l'ultimo pezzo su Gasparri l'ho scritto nel marzo del 2013 poi solo qualche accenno qua e là ma senza malizia.

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    2. Daniela Pasquino20 febbraio 2015 21:34

      aaaahhh! lo hai ignorato... che doveva fare quel povero gufo per attirare la tua attenzione?

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