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venerdì 28 novembre 2014

Chi contro Renzi? Nessuno, uno, centomila.

Le ricerche dicono che l’approccio personalistico venga vissuto come concretezza. Ma lo affermavano prima delle ultime elezioni regionali. Adesso, sembra, che il leader lontano sia più debole del leader vicino. Se Renzi non sembra avere un avversario tra i big nazionali degli altri partiti forse ne può trovare centomila tra quelli locali.

Pirandello senz’altro apprezzerà il titolo. già di suo amava il paradosso e perdonerà pure che sia utilizzato, un po’ stiracchiato, per una questione non così importante e filosofica come la comprensione del proprio essere.  Al dunque questa è la domanda che attanaglia la stragrande maggioranza dei commentatori politici, giornalisti, conduttori di talk show e magari anche qualcuno degli elettori. Che trovarli in questi giorni diventa pure difficile.

Chi contro Renzi? Fino ad oggi la risposta sembra essere:«nessuno» Non viene in mente alcun nome nell’attuale panorama politico che sembri in grado di contrastare l’asfaltatore. Anche i più giovani come Fitto o come Alfano o come Cattaneo, sembrano non vecchi ma addirittura decrepiti: sono lì già da una vita. Da troppo tempo girano nel fantastico mondo della politica. Gli altri fanno parte del paleolitico. E Renzi di tutto questo se ne fa una ragione come peraltro  del dissenso del sindacato e anche della scarsa affluenza alle urne. E probabilmente si è fatto una ragione anche che il suo governo esista e che i sondaggi dicano che se si votasse adesso lui, nonostante il calo di consensi, vincerebbe alla grande. Quindi chi contro? Nessuno.

Però qualcuno episodicamente ci prova a lanciare una candidatura. Magari a titolo personale. E qui entra in ballo l’uno pirandelliano. «Uno» è Salvini e «uno» è Passera. Qualche settimana addietro ha fatto una fugace apparizione come «uno» anche Diego Della Valle. Adesso è in ombra ma magari poi riappare. Cuperlo, Civati e Fassina forse hanno il buon senso di non considerarsi un «uno» che poi a stare a strascico se ne guadagna. Però, però. c'è Salvini, è come Bossi tutta demagogia nazionalpopolare o, lui lo preferirebbe, federalpopolare. E le sue cento felpe sono lì a dimostrarlo. E’ un Bossi in formato giovane, sguaiatello, senza competenze, già bollato in Europa come «assenteista» e definito da Maurizio Ferrara semplicemente  «un attaccamanifesti.» E Ferrara è uno che di patacche se ne intende non foss’altro per quelle che sostiene da trentanni e più. Data dalla sua conversione a Craxi

C’è anche Corrado Passera  che, lo ha dichiarato ufficialmente, si candiderà come aspirante premier per il centrodestra o i moderati o comunque per quelli non di sinistra. Si porta dietro, ahilui, non pochi “peccati mortali”: essere stato ministro del governo Monti e prima ancora amministratore delegato di banche che di loro non hanno un bel posizionamento nell’immaginario collettivo. Ma non solo: ha passeggiato anche con i capitani coraggiosi che hanno affossato Alitalia, facendola pagare ai contribuenti. Precedenti pesanti per presentarsi come il garante del bene comune. Forse se ne possono trovare di meglio. Ma si vedrà.

Le ricerche, però, dicono che nell’attuale contesto l’approccio “personalistico” pare funzionare e che sia anche considerato un elemento di concretezza. Ma le ultime elezioni in Emilia-Romagna suonano diversamente: non si va a votare per il leader regionale, lontano,  ma ci si sposta per quello locale:il sindaco. Lui lo si conosce e si sa cosa può fare e cosa no. Come dire che i centomila del territorio possono sparigliare. Che senz’altro è cosa che piacerebbe a Pirandello. Potrebbero i «centomila», se i singoli territori ne avessero la voglia e magari anche un po’ di capacità, connettersi e fare rete. E allora magari ogni singolo potrebbe mandare a Roma il politico che conosce meglio e di cui si fida. Che poi sarebbe un vincere facile: centomila contro uno solo. Si vince a mani basse. Lo dice anche la pubblicità.
La domanda è: chi si candida a fare da federatore dei centomila?


1 commento:

  1. Con l'ausilio della rete ed un buon organizzatore (centomila non è un numero impossibile) ci si potrebbe provare ......siamo già con un piede nel baratro.... abbiamo poco da perdere e non saranno i soliti noti dal passato nebuloso a tenderci una mano....tentar non nuoce. Che dite?

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