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venerdì 10 ottobre 2014

La forma e la sostanza: il caso Galan.

Ha sempre sostenuto di essere innocente e di poterlo provare in modo inoppugnabile poi dopo pochi mesi d’infermeria patteggia.

L'allegria di Giancarlo Galan
L’ex presidente della regione Veneto nonché ex ministro della Repubblica ed ex deputato Giancarlo Galan (ma continua e continuerà a percepire lo stipendio fino a fine legislatura  e poi la "liquidazione da parlamentare e infine, per non farsi mancar nulla, anche i cospicui vitalizi, da regione e parlamento, fin che vita dura) sarà presto trasferito dall’infermeria del carcere di Opera alla sua mega villa sui colli. Scarcerato perché innocente? No, arresti domiciliari perché patteggiato. Infatti Giancarlo Galan dopo aver alzato alti lai per la sua innocenza ha deciso per il patteggiamento. Arriva buon ultimo cioè al ventiquattresimo posto perché dei 35 coinvolti giudiziariamente nel business del Mose già 23 l’hanno preceduto. E molto probabilmente i ritardatari, visto il contesto, seguiranno a ruota.  Colpevole? Ma ci mancherebbe. Ha deciso per questa terribile misura solo perché ama la famiglia e non sopporta il carcere. Mentre tutti gli altri che affollano le patrie galere ci stanno, magari scomodi, perché detestano la famiglia e alcuni in particolare la suocera, e gli piacciono il fresco e la compagnia.

Poiché sul patteggiamento c’è un po’ di confusione ecco il testo dell’articolo 444 del codice di procedura penale che al comma 1 recita: « L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.» Tuttavia il Galan Giancarlo continua a dichiararsi innocente e la cosa ci starebbe pure se fosse stato sottoposto a iniquo processo, a false testimonianze e a terribili torture ma così non è stato. Anzi, è da dire che in questi mesi passati a Opera non ha mai visto cella. Né da fuori né da dentro. E sulle testimonianze ce n'ì d'avanzo.

Poi, giusto per cavillare, nel sito del Ministero di Giustizia si legge: «Presupposto del patteggiamento è l'implicita ammissione di colpevolezza da parte dell'imputato.» Ergo tanto innocente non deve essere. Per sua stessa implicita ammissione.


Comunque la pena per l’innocente Galan è lievissima: 2 anni e 10 mesi ai domiciliari, che il quella villa e in quel parco è più facile perdersi che trovarsi, e una pena pecuniaria di 2,6 milioni di eurini. La cifra può sembrare enorme ma a quanto dice Giovanni Mazzacurati, quello che i soldi li tirava fuori, l’ex doge della regione Veneto ha da lui ricevuto un milione all’anno e poiché gli anni di regno sono stati 15 il conto viene facile. Quindi, come dire, alla fine tirate le somme il saldo è più che positivo. Per Galan ovviamente. 
Se il caso voleva essere di monito a non delinquere vien difficile prenderlo per buono.

10 commenti:

  1. Stefano Calciolari10 ottobre 2014 08:59

    Eh sì ma lui ha patteggiato (il che implica dichiararsi colpevole) sostenendo (dopo) di essere innocente e che non ci sono prove contro di lui. Mica è scemo lui...

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  2. Carla Rustichelli10 ottobre 2014 09:00

    Specialisti di menzogna e i FATTI,naturalmente,li sbugiardano...ma molti Italiani dormono davvero il sonno profondo dell'incoscienza

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  3. Tullio Carnerini10 ottobre 2014 10:27

    Rimettere in funzione la ghigliottina .Delinquenti impuniti una vergogna per i milioni di giovani disoccupat

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    1. Strumento della primissima repubblica che però vien dopo dei delitti e delle pene. basterebbe la certezza del diritto accompagnata dalla certezza della pena.

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  4. Massimo Canella10 ottobre 2014 10:34

    credimi: quindici anni di ineffabilità


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  5. Massimo Canella10 ottobre 2014 10:36

    I magistrati che gestiscono l'inchiesta sono politicamente moderatissimi e attenti alle equazioni tipo "sono tutti uguali", cosa in buona parte vera ma è un altro discorso. Seria è la loro preoccupazione di arrivare al risultato per lo meno sui piani politico e storico in presenza di norme sulla prescrizione e sull'allungabilità indefinita dei tempi processuali come quelle che han messo. Se vuoi distruggere una repubblica mettila nelle mani degli avvocati.

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  6. Paolo Penacchio10 ottobre 2014 10:45

    per la verità , il suo dichiararsi innocente contrasta anche con l'ammissione di aver preso tangenti in tempi ormai caduti in prescrizione ( che era un modo per giustificare i quattrini come ripuliti dal passare del tempo , più che dalla onestà degli introiti).

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  7. Massimo Canella10 ottobre 2014 10:46

    sì perché il frastornamento comunicativo ha portato a far sì che l'accertamento di reati prescritti equivalga al riconoscimento dell'innocenza. Ci fan ragionare tutti come i delinquenti.

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  8. Paolo Penacchio10 ottobre 2014 11:41

    quanto al permanere della pensione dei parlamentari anche se sono stati condannati, è forse il caso di ricordare che , almeno un tempo, alle condanne ed all'essere degradati comportava anche il venir meno dei diritti pensionistici relativi al grado ( cosa che accadde anche all'ammiraglio Persano nonostante i suoi, sfortunatamente per l'Italia, buoni rapporti con la corona) .

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  9. Massimo Canella3 dicembre 2014 19:30

    è un caso di istigazione. Successivamente la Cassaazione ha stabilito la continuità corruttiva per un caso parallelo, la parte economica del patteggiamento dovrebbe essere riconteggiata, ma ci vuole non solo l'onestà formale ma anche l'onestà interpretativa

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