Ciò che possiamo licenziare

giovedì 12 giugno 2014

Pillole dadaiste della settimana

Pillole dadaiste come se piovesse nel Belpaese che è il Paese più dadaista del mondo, Se Tristan Tzara anziché fermarsi a Lugano avesse fatto ancora qualche chilometro si sarebbe trovato nel bengodi del dadaismo: l’Italia. L’unico Paese al mondo dove per essere trasgressivi bisogna usare il buon senso.

Elezioni
Filippo Nogarin neo sindaco di Livorno
Queste sono state le elezioni (locali) in cui hanno vinto tutti i partiti (nazionali).  Ha vinto il Pd che è passato da 10 a 15 capoluoghi di provincia, conquistando niente popodimenoche: Bergamo e per soprammercato anche Pavia il cui ex sindaco era stato scelto con un casting. Però può cantar vittoria anche il M5S che con Filippo Nogarin ha  conquistato Livorno, dove nel 1921 fu fondato il Pci e Civitavecchia dove non è stato fondato niente ma ha un bel porto. Ha vinto anche Forza Italia con un altro sindaco belloccio prendendosi Perugia. Il neosindaco è già stato convocato ad Arcore. Forse Berlusconi vuol dare consigli sul make-up. E anche l’ingrassato Salvini Matteo può vantarsi di aver vinto. Ha perso il Piemonte che è una regione, per via della storia delle mutande verdi, ma ha conquistato Padova che è una città di 200mila abitanti che di Zanonato e dei suoi deve proprio aver avuto le tasche piene. Quindi tutti tutti felici e contenti. Meno gli elettori dato che un po’ più di uno su due è stato a casa. Qualcosa vorrà dire.

Nel Pd i trombati tromboni si rifanno vivi
I bolsi del Pd (vecchi e i giovani) hanno rialzato la testa: una vergogna perdere Livorno ha tuonato Letta Enrico, che pare sia stato tirato in ballo sul Mose per finanziamento illecito, neanche a dirlo. Sentire un giovane vecchio democristiano recriminare sulla perdita della comunistissima Livorno ancor prima che penoso fa ridere. Tra l’altro Ruggeri, l’aspirante sindaco Pd è un dalemiano, vil razza dannata. Come lo sconfitto di Perugia è un cuperliano, altra vil razza dannata di derivazione dalemiana. Era Cuperlo a scrivere i discorsi di D’Alema. S’è rifatto vivo anche quello che arriva prima ma non vince: Bersani. Insomma la solita zuppa di scalda scranni a tradimento che giocano a dadi con la pelle degli italiani. Le comari di Goldoni erano più divertenti.

Padoan: per i risultati bisogna aspettare
Il ministro Padoan dice che ce la si farà ad uscire dalla crisi e che Renzi vincerà la sua scommessa. Se lo augurano tutti, anche quelli che non l’hanno votato. Però per non essere smentito subito il ministro ha aggiunto che bisogna aspettare ancora 6 mesi che sembra la scadenza della garanzia di un frigorifero.  Poi racconta la sua ricetta: crescita e rassicurare gli investitori esteri. Bello ma la novità dov’è?

Il bicchiere mezzo vuoto
In attesa che il paese si riprenda i vertici delle banche sono indagate dalla procura di Trani per concorso in usura. E per non farci mancare nulla il decollato (nel senso di senza collo) governatore della Lombardia, Maroni Roberto, dice che i lavori dell’Expo devono andare avanti a prescindere (dalle inchieste) altrimenti non ce la si farà. Bel modo di rassicurare gli investitori esteri.

Italiani all’estero
Berlusconi Silvio, unico italiano, è stato citato nel libro di Hillary Clinton, al solito ci fa una figuraccia. Che se gli italiani non fan ridere non li cita nessuno. Pare che ossessionasse la povera Hillary continuando a chiederle:«perché negli Usa parlano male di me?» Lei spende qualche pagina per spiegarlo in modo diplomatico e politico. In altre parole tra le righe. Sarebbe stato meglio se avesse risposto con chiarezza dicendo: «non te lo spiego perché tanto non lo capiresti.»

Papa Francesco e gli anatemi
Woityla passerà alla storia come il papa viaggiatore, Ratzinger come il secondo gran rifiuto e papa Francesco come lo scagliatore di anatemi. L’altro giorno se l’è presa con i trafficanti di armi, i corrotti, gli schiavisti e gli orgogliosi. Come dargli torto. Poi ha detto che quando si muore i soldi restano di qua, agli eredi. Lo sapevamo già. Quindi ha chiesto retoricamente alla piazza se i cattivi stessero il mezzo a loro. La piazza a risposto di no e lui era contento. Domanda inutile.  Forse avrebbe dovuto chiederlo a quelli che gli stavano accanto e dietro. Senza dubbio nessuno gli avrebbe dato torto, sarebbe stata una domanda utile, di cui più o meno non conosciamo la risposta.

Una buona notizia
Nel paese dei dadaisti pazzi la vera trasgressione sono le buone notizie: nel carcere di Opera si tengono corsi di alta cucina per i detenuti. Così quando usciranno potranno aprire un ristorante o per quelli più modesti una pizzeria. Bene. Benissimo. I detenuti fanno carte false pur di lavorare e anche studiare che a stare stesi in una branda tutto il giorno ci si annoia. Allora la domanda è perché non vengono impiegati nella ristrutturazione delle carceri disastrate. Magari loro che sono i fruitori della struttura potrebbero dare dei suggerimenti di buon senso.

O tutto questo è troppo dadaista?

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