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venerdì 28 marzo 2014

Pillole (circoncise) della quarta settimana di marzo 2014

Barack Obama ringrazia l’Italia menntre Putin potrebbe invaderla. Solidarietà all'on, Tripiede. Renzi copia Mussolini. Fabrizio Corona:«Il carcere mi ha salvato» Tre motivi per licenziare Mauro Moretti. Dolce&Gabbana assolti da Santamaria. Le ultime del cardinal Bagnasco. Forza Italia è una piccionaia.

Barack Obama ringrazia l’Italia
Obama ha ringraziato l’Italia per l’ospitalità che viene data ai 30.000 militari americani. Grazie Obama per aver ringraziato l’Italia. Ma se se ne andassero non dispiacerebbe. Visto che soldi non ne portano, consumano tutto dentro le basi e quando fanno casini non  riusciamo a punirli perché vengono subito rispediti a casa. Allora per fargli capire che è ora che se ne vadano la ministra Mogherini non deve dirgli «the guest is like a fish after three days smell bad»  perché non lo capirebbe ma usare la frase idiomatica che suona così:«Mr. President Obama your guys  have worn out their welcome.» Se poi volesse aggiungere il più semplice «Yankee go home» la cosa sarebbe  ancora più chiara.  
Putin potrebbe invadere l’Italia
Putin invade la Crimea, Obama e l’Europa protestano, magari con moderazione. Però in Italia si alza la voce di un dissidente. Almeno uno sta con Putin in modo chiaro e palese: Silvio Berlusconi. Uno che non abbandona gli amici nel momento del bisogno. Fra qualche settimana l’amico Silvio sarà ai servizi sociali o in carcere Si spera che Putin non decida di invadere l’Italia per liberare il suo amico Silvio. Piuttosto glielo si manda. Anche gratis. Non serve che poi venga reso.

Solidarietà all’on. Davide Tripiede
L’on. Davide Tripiede del M5S ha goduto, suo malgrado, di sessanta secondi di notorietà per essere incorso, causa l’emozione, in un banale scivolone. Ha iniziato in suo primo intervento alla camera dicendo: «Sarò breve e circonciso» Per cui anche queste pillole, per solidarietà, saranno brevi e circoncise. Il suo non è stato e non sarà il solo caso. Ci fu chi chiese: «Buttami giù un testicolo.» Intendendo con questo un testo breve. E anche chi rifiutò un caffè macchiato perché per lui il latte era«fetale». Voleva dire letale.

Renzi copia le idee di Mussolini
Si racconta che Mussolini Benito il nonno di Mussolini Alessandra avesse dato ordine di lasciare la luce del suo studio sempre accesa così che la gente che passava da piazza Venezia di sera e di notte vedesse quanto lavorava. Renzi ha copiato l’idea solo l’ha resa 2.0 e quindi manda twitter alle 6 del mattino per far sapere a mezzo mondo che è già all’opera.  Bravo. C’è chi ha tanto lavoro e chi non ce l’ha per niente.

Fabrizio Corona: il carcere mi ha salvato.
Come forse qualcuno ricorda Fabrizio Corona il fotografo dei vips (la esse finale è messa a irrisione) è in carcere.  È stato processato e condannato: in teoria dovrebbe farsi 14 anni ma per bizzarre alchimie pare che fra 6 sarà fuori. Contabilità astrusa. Comunque anche dal carcere rilascia interviste e non è il solo: Adriano Sofri aveva una rubrica fissa, su Il Foglio. I detenuti hanno diritto a una telefonata alla settimana (utenza fissa e solo di parente)  e  sei colloqui al mese. Sempre con un familiare. E’ possibile effettuare colloqui con persone diverse dai familiari soltanto quando sussistano “ragionevoli motivi”. Evidentemente per Fabrizio Corona esistevano “ragionevoli motivi”. Comunque durante l’intervista ha detto: «il carcere mi ha salvato la vita». Bene, che ci rimanga allora. Uscire per lui potrebbe essere pericoloso.

Perché licenziare Mauro Moretti- 1
Matteo Renzi la questione della riduzione degli stipendi dei manager pubblici l’ha buttata lì per vedere l’effetto che fa e si deve essere detto:«Chissà se c’è un pollo che abbocca.» L’ha trovato subito il pollo che ha abboccato in Mauro Moetti, ex sindacalista Cgil (lì qualcosa avrebbe dovuto imparare, una volta facevano dei corsi) e attuale amministratore delegato delle Ferrovie. Su 500 e passa manager che attendono il rinnovo della carica lui è stato l’unico che ha parlato e ha protestato. Bisognerebbe licenziarlo solo per questo: manifesta pollitudine.

Perché licenziare Mauro Moretti - 2
Mauro Moretti del grande manager ha solo lo stipendio: 850.000 all’anno che al mese fa 65.000€. La qualcosa significa che ogni mese il Moretti incassa più o meno l’equivalente di due anni dello stipendio medio di un ferroviere. In compenso le ferrovie hanno ricavi per 8,2 miliardi e debiti per 9. Se le ferrovie fossero una famiglia questa sarebbe sul lastrico: dormirebbe sotto i ponti, magari delle ferrovie e mangerebbe pane e cipolla. Questo è un secondo altro buon motivo per licenziare Moretti.

Perché licenziare Mauro Moretti – 3
Per rimanere sulle prime pagine dei giornali Mauro Moretti le pensa tutte. L’ultima sua proposta è di fare entrare le Fs nel Tpl (trasporto pubblico locale). Nel Tpl ci sono le metropolitane,i tram, gli autobus e i filobus. In sostanza tutti i mezzi di trasporto pubblici cittadini. Per essere uno che non riesce a far funzionare i treni pendolari che vanno da Saronno a Milano ci vuole un bel fegato a fare una simile proposta. Comunque gli ha risposto il prof. Marco Ponti docente di Economia dei trasposrti al politecnico di Milano. Le sue parole:«Sarebbe un quadro terrificante.» Questo è un terzo buon motivo per licenziare Moretti.

Dolce&Gabbana assolti da Santamaria
Dolce, Gabbana e Santamaria. l’Italia è il paese dei miracoli. Per Santamaria si intende il Sostituto procuratore generale di Milano che guarda il caso si chiama come il commissario di La donna della domenica di Fruttero e Lucentini. Comunque, c’è stata la prima seduta del processo d’appello contro Dolce&Gabbana paccusati di evasione fiscale per aver costituito, come ha fatto la Fiat, una società all’estero, in Lussemburgo, verso la quale hanno dirottato i profitti. Quando ha preso la parola il dr Santamaria che rappresentava l’accusa, tutti si aspettavano un duro attacco agli stilisti e invece no. Il dr. Santamaria li ha difesi “a spada tratta” scrive la Stampa definendo la loro un’azienda moderma che ha fatto quello che fan tutti. Bene. Benissimo. E ha chiesto l’assoluzione. Così nel tribunale di Milano c’è stato un miracolo oh santa-maria per avere  una sentenza  dolce, che ha gabbato l’ agenzia delle entrate. Alleluja brava gente.

L’ultima del cardinal Bagnasco - 1
Il Cardinal Bagnasco presidente in uscita della CEI, sembra che non stia simpatico a papa Francesco,  ha deciso di impicciarsi della questione italiana e quindi in un fiat (che non è la fabbrica di automobili americana ma espressione latina che significa “sia”, nel senso di verbo) ha deciso di benedire il governo Renzi che come boy scout ed ex democristiano ha senz’altro apprezzato. Dopo di che ha detto che bisogna tagliare sprechi e burocrazia che infatti in Vaticano è tutto velocissimo e sprechi non ce ne sono. Per questo si dice che papa Francesco stia facendo pulizia.

L’ultima del cardinal Bagnasco - 2
Per non farsi mancare nulla, anche se sarà l’ultima volta, il cardinal Bagnasco ha voluto intervenire sul bullismo omofobo nelle scuole. L’ha fatto spalleggiato dal direttore di l’Avvenire, che è un suo dipendente: L’Avvenire è di proprietà della Cei. Si verifica curiosamente la stessa situazione che c’è tra il Giornale e la famiglia Berlusconi. Comunque il cardinale ed il suo fido scudiero si sono scatenati contro l’educazione alla diversità nelle scuole. Ovvero spiegare ai bambini che i gay e le lesbiche e magari pure i transgender sono persone come tutti. Magari al cardinale converrebbe ricordare cosa disse a tal proposito  papa Francesco «chi sono io per giudicare » Già chi sono il cardinal Bagnasco e il fido direttore dell’Avvenire per giudicare?

Forza Italia è una piccionaia
Il nuovo consigliere politico di Berlusconi si chiama Giovanni Toti e prima era il direttore di due tg di Mediaset: studio aperto e rete4. Berlusconi l’ha chiamato a sé e lui si è precipitato. Giovanni Toti ha capito subito e con chiarezza chi c’è in Forza Italia ed ha dichiarato:«In Forza Italia  non ci sono né falchi né colombe caso mai solo piccioni.» A Milano per dire che uno è tarlucco dicono «sei proprio un piccione» E se i piccioni si offendono?

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