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lunedì 24 marzo 2014

Mauro Moretti: una vita da sindacalista.

Pochi hanno avuto il coraggio di essere sindacalisti duri e puri. In un’Italia di “tengo famiglia” finalmente uno che le canta chiare ai poteri forti.  Andreotti sbagliava quando diceva che solo i matti pensavano di risanare le FFSS. La capacità di far apparire grandi, Capezzone e Quagliariello e anche Lupi.

Mauro Moretti: ecco fatto!
Mauro Moretti ha iniziato la sua carriera da sindacalista e da sindacalista la sta, probabilmente, concludendo.Nel 1978 entra nel fantasmagorico mondo delle ferrovie e dopo pochissimo capisce che i lavoratori sono il cuore pulsante dell’azienda e devono essere difesi, così si iscrive alla Cgil. D’altra parte è della generazione cresciuta guardando alla tv dei ragazzi il cavaliere Ivanoe. Che combatteva i cattivi e gli arroganti e difendeva i poveri e gli oppressi. 

Moretti è  uno che si batte con così tanto coraggio e anche un po’ di tigna per salvaguardare i giusti diritti dei ferrovieri e magari pure degli utenti che si è trovato inopinatamente (e chissà se a sua propria saputa) a salire i ripidi scalini del sindacato e con carriera lampo nel 1986 ne  diventa il segretario generale.  In questo ruolo rimane fino al 1991 quando, guarda il caso, il management delle ferrovie lo richiama in servizio con la proposta di  diventare Vice Direttore Divisione Tecnologie e sviluppo di Sistema che poi è come dire passare dall’altra parte della barricata. Son cose che succedono nel mondo dello Stato. E non solo.  Lui accetta, ci mancherebbe, perché capisce che da quella posizione può meglio aiutare i lavoratori e gli utenti. L’importante è non perdere la fede. Cosa che si può fare, magari con qualche sforzo, anche come Amministratore Delegato. Carica alla quale arriva passetto dopo passetto in soli 10 anni. Lui è uno che brucia le tappe. Certo i ruoli sono diversi da sindacalista si contestano i conti aziendali mentre da manager i conti bisogna pareggiarli. E magari renderli in utile.

L’eroico Moretti, l’italico è popolo di eroi, santi e navigatori, ben conscio della sua storia di sindacalista sa bene come si fa. Cosa può volere un dipendente se non avere più tempo libero? Ebbene il sindacalista amministratore delegato Moretti fa di tutto per accontentarli e in pochi anni ne libera dal lavoro circa 26mila. Alcuni vanno in pensione altri semplicemente a spasso. Mica bruscoli. Poi agli italici piace girare in auto anche solo per andare dal panettiere e lui li accontenta con un fine stratagemma. I biglietti dei treni  pendolari e delle piccole tratte diventano più costosi e contemporaneamente se ne riduce l’efficienza e la manutenzione. Idee geniali.

Comunque è l’anima del sindacalista quella che continua a pulsare con forza nel suo petto e che lo rende indomito e capace di affrontare ogni battaglia. Con lo stesso ardore con cui negli anni passati difendeva i bigliettai i macchinisti e i capistazione oggi si batte per quelli che stanno dietro le scrivanie. Si chiamano manager ma sono pur sempre ferrovieri.

In un paese di «tengo famiglia» lui, unico fra 500 manager di Stato che devono essere rinnovati, ha fatto sentire forte e chiara la sua voce di sindacalista. Che, per farlo in questo momento in cui i suoi primi protetti (considerandoli come una sineddoche per il resto del Paese) tirano la cinghia, bisogna essere dei leoni o qualcosa che con questi faccia rima. E non si giochi sul fatto che il suo stipendio sia di 850mila€ cioè ventidue volte la busta paga media (che nella media ci sta pure la sua) di un lavoratore delle ferrovie. Qualsiasi sindacalista sa che un salario è un salario e va difeso. Punto. A  prescindere dalla sua entità che tutto sommato è solo  un dettaglio.

E poi comunque i numeri la dicono lunga: le ferrovie sono in utile. Sbagliava Andreotti quando raccontava che nei manicomi chi non diceva di essere Napoleone sosteneva di poter rimettere a posto i conti delle ferrovie. Mauro Moretti c’è l’ha fatta. Il 2012 si è chiuso con un utile di 380milioni€ su 8.2miliardi€. Mica male è. Poi c’è  anche un indebitamento di 9miliardi€. Bazzecola. Che se a tutto questo si aggiungono 2,4miliardi€ di sovvenzioni governative, pizzellacchere, l’idea di Andreotti torna di moda. Anche perché pareggiare i propri conti con i soldi degli altri non è un giochetto da ragazzi. E le frecce rosse e quelle argento? Anche qui la saggezza popolare viene in aiuto: una freccia non fa primavera. Ops, non fa utile in bilancio. Per farlo ci vogliono prodotti e servizi.

Certo ci sono anche gli scivoloni, come  minacciare le dimissioni che non è mai bello e poi comunque un sindacalista che si rispetti non lo fa perché si corrono due grossi rischi. Il primo è di far apparire di buon senso il pasdaran Capezzone e il saggio Quagliariello, e ce ne vuole, che a suo tempo dissero: «Le dimissioni si danno e non si promettono» Vero, chi può negarlo.  Il secondo è far sembrare il serafico Maurizio Lupi un fine umorista:«Se trova qualcuno che lo paga di più ci vada.» Eh già infatti c’è la fila fuori dalla sede di Ferrovie dello Stato, in piazza della Croce Rossa 1, nemesi storica nell’emblematico indirizzo,  per accaparrarsi Moretti e i suoi manager. 

Sarà dura per Moretti Mauro trovare il tempo per cercare un altro lavoro, non tanto per la crisi che lui la supera con un balzo ma perché, salvo errori od omissioni, ha anche  altri 13 impegni istituzionali. (1) forse neppure pagati. Cosa vuol dire il disinteresse e la bontà d’animo Tra questi anche quello sindaco di  Mompeo, in provincia di Rieti, ma per il Comune  fa tutto da Roma via telefono e ci va poco. È un Comune senza stazione, quella ne più vicina è a 18 km.

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(1)  Incarichi di Mauro Moretti
·       Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani dal 2004
·       Componente della giunta di Confindustria da ottobre 2006.
·       Componente elettivo del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Europa di Confindustria dal 2012.
·       Componente di Giunta Assolombarda.
·       Da luglio 2013 fa parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Amici dell'Accademia dei Lincei per il triennio 2013 - 2016.
·       Membro della ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) da gennaio 2003.
·       Vicepresidente con delega alle Grandi Infrastrutture dell'Unione Industriali Napoli da dicembre 2010.
·       Membro Comitato Scientifico Fondazione Politecnico di Milano per quadriennio 2011/2014
·       Consigliere Generale Fondazione SLALA da febbraio 2008
·       Presidente della Consulta del progetto FIGI - Facoltà Ingegneria Grandi Imprese - dell'Università La Sapienza di Roma da gennaio 2013.
·        Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione CIVITA da Febbraio 2007
·       Membro del Comitato d'Onore del Coro Polifonico Romano Oratorio del Gonfalone. In carica dal 2010.
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3 commenti:

  1. Federico Secondo24 marzo 2014 16:26

    Questo presuntuoso interrogato per giustificare la ragione della soppressione di fermate alla stazione di Fossato di Vico disse: "Pensate, si lamentano perche' non faccio fermare alcuni treni ad un paesino di 3000 abitanti". Mica ha detto che vi facevano riferimento anche Gualdo Gubbio Sigillo Scheggia e Casacastalda...piu' di 50000 abitanti!!!Allora o e' imbecille o ...Ma basta salire su un treno della Roma Ancona...se ti scappa sei fregato, un wc per tre o quattro carrozze e schifoso...meglio il pannolone. Risanare come ha fatto lui anche Bebbeo. Se ne va? Faccio a piedi fino a S. Giacomo Campus Stellae

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  2. Giovanni Palillo24 marzo 2014 16:33

    Ma una caduta di stile cosi poteva essere evitata.

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  3. Per cadere occorre averlo lo stile ...

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