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martedì 18 febbraio 2014

Se hai sposato un bamboccione la Chiesa ti annulla il matrimonio.

Sposare un bamboccione potrebbe anche non essere una cattiva idea. Da adesso la Chiesa considera il “mammismo” una buona causa per annullare un matrimonio. Praticamente come non aver consumato. Adesso anche i costi sono scesi. Il Vaticano è sempre un passo avanti.



Forse non tutti lo sanno ma la Chiesa ammette che un matrimonio possa essere sciolto. Sorpresi vero? Oggettivamente di questi tempi se ne parla poco mentre invece la cosa era assai più in voga negli anni sessanta quando il divorzio in Italia non c’era ancora e i grandi borghesi,  le teste coronate e gli industriali avevano solo questo mezzo per sbarazzarsi del partner. E per poter convolare a successive nozze. 

Ovviamente il tutto  nel classico stile vaticano, la cosa non è né detta né fatta nel modo chiaro e spiccio con cui lo fa lo stato laico. Il divorzio concesso dalla Chiesa è contorto come una pagina di catechismo. Dove le cose si dicono e si negano. Un po’ si ammettono e un po’ si respingono. E la logica che si segue è quella del punto croce o dello zig-zag. Innanzitutto si parte dal nome: per tutti quando un matrimonio si scioglie si chiama divorzio, per la Chiesa invece, che è più pudica,  si chiama annullamento. 
Noblesse oblige.

Ma qui gatta ci cova. Intanto si parta dalla semantica: il termine divorzio, che deriva dal latino divortium, significa  per l’appunto separare. sottintende una divisione di qualcosa che c’è.  L’annullamento invece  è come dire che il matrimonio non c’è mai stato. È un po’ come un goal annullato: non c’è mai stato realizzato.

I motivi ammessi dalla Chiesa  per ottenere l’annullamento sono un po’ normali e un po’ cervellotici. Quelli cervellotici rientrano nella categoria del retro pensiero: se ci si sposa con l’idea di non avere figli o pensando già al divorzio si può contare sull’annullamento. Va da sè che la cosa debba essere dimostrata con prove documentali o testimoniali.  Ma non viene troppo difficile immaginare che qualche parente o amico ricordi perfettamente come lui o lei «sì, in effetti mi disse che non intendeva avere figli e anche pensava che alla bisogna avrebbe potuto separarsi.» E questi sono i motivi cervellotici. Poi ci sono quelli normali: tipo la litigiosità o la non responsabilità verso il coniuge o le malattie mentali o i comportamenti sessualmente disturbati. Quindi c’è il caso borderline di quando il matrimonio non sia stato consumato. Che per accorgersi del fatto solo ad anelli scabiati bisogna proprio essere state sbadate durante il periodo del fidanzamento. Anche se pare, pare, che la gran parte degli annullamenti nei fantastici anni ’60 lo furono proprio in virtù di questa sbadataggine. Forse le signorine all’epoca erano meno pratiche. Piccolo dettaglio: le corna, cioè i cosiddetti tradimenti, non rientrano tra le cause di annullamento. Bah!

Da qualche tempo si è affacciata alla ribalta degli annullamenti un’altra causa: il mammismo.  Così le signorine che sposano i bambocccioni, solo quelli cattolici però, possono stare tranquille. Nel caso, la cosa più essere sventolata con successo. Come dice monsignor Paolo Rigon che è il vicario giudiziario, si definisce mammismo l’attaccamento alle gonne della mamma o ai pantaloni del papà.  Che poi è il fenomeno che secondo la vulgata genera il bamboccione, In genere si avvera di più il primo caso. In fondo la mamma è sempre la mamma. Quindi la nuova giovane famiglia non prende decisione alcuna senza che la mamma di lui sia stata consultata o addirittura questa sia la vera responsabile d’acquisto della famiglia. Laddove per acquisto si intendono non solo i beni materiali ma anche altre questioni come per esempio la scelta della scuola per i figli o i sistemi educativi o altro ancora. Insomma, tutto.

A proposito: di mammismo ne soffrono più i maschietti delle femminucce. Anche se spesso le mamme delle femminucce, dette suocere, sono delle belle pizze. Nella disgrazia comunque la giovane sposina, che magari aveva accalappiato il bamboccione proprio per poterselo manipolare a piacimento, ha un asso nella manica: la santa romana chiesa cattolica e apostolica. Accusando il marito di mammismo può sbarazzarsene. Secondo la Chiesa. Che per l’appunto dirà che il matrimonio non c’è mai stato. Dopo i goal fantasma i matrimoni fantasma.  

Giusto per pignoleria storica: l’istituzione che annulla i matrimoni è comunemente detta Sacra Rota e prende il via con l’emanazione della bolla di Giovanni XXII il 16 dicembre 1331. Sembra che il nome derivi dalla disposizione a circolo degli uditori. Così come pare che il procedimento costicchi abbastanza, insomma roba da ricchi, anche se recentemente su indicazione di Benedetto XVI i prezzi sono un po’ calati. E questo per poter reggere alla concorrenza dei laici. Anche i tempi sono lunghetti: 5/6 anni. I vantaggi di ricorrere alla Sacra Rota sono di due tipi. Il primo è che si ritorna vergini, che non è male. Il secondo è che annullamento significa che il fatto non è mai esistito e quindi se non c’è stato allora non c’è motivo di essere obbligati verso l’ex partner. Cioè, in parole povere, non ci sono alimenti. Anche se poi ci si mette d’accordo.

Il Vaticano è sempre un passo più avanti. 




6 commenti:

  1. Massimo Canella18 febbraio 2014 19:23

    Massimo Canella L'idea è cattiva perché, mi riservo di approfondire, la nullità radicale pronunciata dalla Sacra Rota travolge anche gli effetti civili riconosciuti dal Concordato, e quindi anche le tutele per i soggetti più deboli. Che poi dei ragionamenti fondati (i figli eterni adolescenti con la sindrome dell'onnipotenzialità, le madri che si gratificano della riconferma eterna di un ruolo per natura temporaneo) possano tramutarsi in una regola di questo genere fa sorridere se si è di buon umore

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  2. Loris Masserini18 febbraio 2014 23:24

    ….che loggia massoclericofascioplutocratica,….

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  3. Ma guarda se ci deve essere un'apparato così, che scimmiotta una corte di giudici, per dei banali atti burocratici! Spreco assurdo per aria fritta

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  4. Conviene a loro, paghi 20/30 mila euro. Molto più semplice una raccomandata al prete per sbattezzarsi, e togliersi dalla condizione di

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  5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  6. Paolo Penacchio20 febbraio 2014 14:16

    e se il babbo è bamboccione, accadrà dunque che i poveri bamboccini nati nel corso del matrimonio che è stato bambocciato dalle sacre sottane non saranno più figli del loro padre , salvo che lo stesso non sia disponibile a successivo riconoscimento ; e questo varrà anche , in seguito a recepimento della sentenza rotale da parte dello stato anche per i rapporti giuridici all'interno dello stato stesso; stato italiano che, in definitiva, , in queste vicende , è quello che fa più di tutti la parte del bamboccio. Quanto al ratto e non consumato ed alle altre motivazioni valide per concedere l'annullamento rotale, mi dispiace di non essere più in possesso del bel libretto "Le sacre nullità" scritto da Mauro Mellini; una carrellata sulle assurdità e sulle amene volgarità di cui la sacra rota è capace. Cos' ad esempio venne facilmente accolta la richiesta di annullamento da parte del marito della figlia di Branca ( il presidente di corte costituzionale che dichiarò costituzionale la legge sul divorzio ) ; la moglie avrebbe risposto usualmente con un "col fischio " a chi gli chiedeva se intendeva aver figli. Più complesso, ma per i monsignori nulla è impossibile, dichiarare nullo in quanto non consumato il matrimonio della figlia dell'in. Pella; ma perchè il rapporto sia valido, per i buoni monsignori, occorre che vi sia erezione , penetrazione ed eiaculazione e la sola mancanza di una delle tre fasi potrebbe rendere come non esistente l'avvenuto rapporto; e così i figli nati da quel matrimonio furono attribuiti ad amori un po' sui generis; se una simile sentenza fosse emessa da un giudice laico sarebbe da dubitare della sua ragionevolezza

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