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martedì 4 febbraio 2014

Alle Olimpiadi di Sochi anche lo slalomista Richetto Letta il furbetto.

Enrico Letta sarà a Sochi con la schiena dritta per sbattere in faccia a Putin, che già trema come una foglia,  tutto il suo sdegno e la vergogna che si deve provare dinnanzi a leggi omofobe. Lo farà di persona mica come tutti quegli altri leader vigliacchi che se ne staranno a casa loro. 





E così Richetto Letta andrà alle Olimpiadi. Tutti i leader dei grandi Paesi occidentali non ci saranno. 
La grinta di Letta, la paura di Putin
A Sochi non si vedrà frau Merkel, né monsieur Hollande (si deve destreggiare tra molti fatti sia pubblici sia privati) e neppure presenzieranno mr. Obama e mr. Cameron.  Questione di principio. A  nessuno di loro va giù l’omofobia e meno che mai che questa venga sancita per legge. Tutti hanno ben in mente cosa significhi mettere per iscritto e poi pensare di far rispettare regole che discriminano le persone su fatti come colore della pelle, religione, sesso e magari pure sessualità. Questione di principio, ovvio, ma anche di stile, di classe e di buon gusto.  Ed è certo che a tutti spiacerà non essere presenti alla cerimonia d’apertura non foss’altro che per il fatto di passare qualche paio d’ore lontani dalle beghe quotidiane. O essere sportivi dentro come succede ai britannici. O magari gustarsi in anticipo il piacere di qualche medaglia come verosimilmente succederà ai tedeschi e agli americani.  Richetto invece ci sarà. Magari stretto in quel suo ridicolo cappottino e battendo i piedi a terra per tenersi caldo. La vita è dura per tutti.

Richetto Letta sarà a Sochi ad esibirsi in quello che sa fare meglio: lo slalomista. Un po’ di qua e un po’ di là. Naturalmente con la chiarezza cristallina di cui è capace ha già risposto a tutti coloro che lo criticano. E si è nascosto, as usual, dietro le grosse spalle di Giorgio Napolitano e di altri simpatici campioni come il presidente del Coni e il ministro dello sport, quel Del Rio che passa per essere il mentore di Matteo Renzi. È una bella compagnia, anche istituzionale, non c’è che dire.

Comunque, per non smentire l’antico animo democristo che se ne sta  bello comodo sotto le sue vesti di democratico moderno, Richetto Letta ha già  rilasciato la sua dichiarazione. L’ha fatto con il solito assertivo sussiego dicendo che: «A Sochi ribadirò la contrarietà dell'Italia a qualunque norma o iniziativa odiscriminatoria nei confronti dei gay, nello sport così come fuori dallo sport,» E tutti sono certi che lo farà con l’abituale fermezza e la dura determinazione e tutto il suo impegno personale e la sua decisa passione politica. Non potrà usare  l’aggettivo vibrante perché quello è un copyright di Napolitano e  lui non vuole essere sculacciato dal suo zio adottivo. Quando Putin ha saputo della dichiarazione di Letta ha avuto un tremito per tutto il corpo e ha esclamato: «Летта чи? (Letta chi?)»  Dopo aver telefonato al suo amico Berlusconi per avere informazioni  Wladimir ha capito con chi avrà a che fare, ha sbadigliato e ordinato una tazza di tè.

Richetto sarà a Sochi con la schiena dritta per sbattere in faccia a Putin, che adesso sa chi è Letta già trema come una foglia,  tutto il suo sdegno e la vergogna che si deve provare dinnanzi a una vergogna come la discriminazione gay. Lo farà di persona, mica come quei vigliacchi che se ne staranno a casa.  E dopo aver manifestato con la durezza che lo contraddistingue il suo disgusto per il russo  retrogrado avanzerà la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. E già bisogna essere pratici «È un dovere essere a Sochi. – ha dichiarato ieri - Bisogna esserci per cominciare a far marciare questa candidatura.» 

By the way Richetto ha rilasciato queste belle dichiarazioni che fanno onore all’Italia proprio mentre sta girando il Qatar e gli Emirati Arabi dove è andato per dire  quanto il paese sia serio, onesto, rigoroso, probo e trasparente.  E che i signori sceicchi possono investire con tranquillità il loro denaro nel Belpaese dove non si fanno scherzi di bassa lega e neppure doppi giochi. Nel Belpaese i principi sono sacri e nessuno si sognerebbe mai di tradire la parola data per un volgare interesse di bottega.

L’immaginario collettivo è popolato da icone che molto difficilmente possono essere scalzate o neppure scalfite dai comportamenti reali. Ecco che pensando ai tedeschi viene naturale immaginarseli con l’elmo prussiano in testa, per intendersi quello col chiodo, se invece la mente corre oltre la Manica vien difficile non immaginarsi un compito signore con in mano un bicchiere di birra o gin o scotch o brandy, insomma qualcosa di alcoolico.  Se poi si va dall’altra parte dell’Atlantico ecco saltar fuori dalle onde un ragazzone con cinquantaquattro denti che sprizza vitamine da tutti i pori e mastica chewingum. Gli altri nel mondo pensando agli italiani s’immaginano pizza e mandolino. La parola peracottari non gli viene in mente. Solo perché nelle loro lingue non c’è.




7 commenti:

  1. Pier Cesare Notaro4 febbraio 2014 21:17

    Slalomista è proprio la definizione giusta...

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  2. Maria Carbonara4 febbraio 2014 22:20

    vediamo cosa dirà...

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  3. Claudio Puglia4 febbraio 2014 22:52

    che vergogna letta servo del clero cattolico e ortodosso

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  4. Massimo Canella4 febbraio 2014 23:05

    per quello era anche da quegli omofobi degli emiri dell'EAU e del Qatar. Capisco che c'è una controversia in atto. Dato che i soldi nel mondo sono dove sono e non nelle nostre tasche, rischiamo però di attenerci alla prima parte del titolo di questo film: poveri ma belli

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  5. Giovanni Climaco Mapelli5 febbraio 2014 16:00

    Giovanni Climaco Mapelli il suo comunicato ( di Letta ) è un po' patetico e ipocrita: "vado a Mosca per dire che non ci devono essere discriminazioni nello Sport e tra gli altleti...!" Ma che cosa centra? Non è mica la discriminazione soltanto nello Sport di cui si è resa colpevole la Russia di Putin! E' un po' come se Letta vuol circoscrivere il suo intervento al solo mondo dei Giochi Olimpici, dato che pure in Italia nè nello Sport nè ne vari mbiti sociali abbiamo una legge minima che tuteli dalle discriminazioni omofobe... La dichiarazione di Letta è dunque CARENTE e IPOCRITA, comunque molto diplomatica e "cattolica" nel senso di ispirazione chiesastica, poichè vuol circoscrivere il problema discriminatorio ad una sola area sociale tacendo del tutto il tema dei diritti civili dei gay in senso più ampio, impoverendo e riducendo l'ambito ben più generale e importante dell'OMOFOBIA e dell'assenza di Leggi a tutela e riconoscimento dei diritti dei gay ( tra cui le Unioni Civili ecc. ) ...

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  6. Si vede come trema, infatti

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  7. Silvano Cocitto6 febbraio 2014 10:34

    Boni! Che ci chiude il Gas!

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