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lunedì 13 gennaio 2014

Quello che Nunzia De Girolamo non capisce.

L'inchiesta All (All Literacy and Life Skills) racconta che solo il 30% degli italiani sono in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura. La difesa sul caso De Girolamo pare confermare il dato. Concentrarsi sul vaffa è ridicolo oltre che puerile. Magari la ministra si assumesse, almeno una volta, le sue responsabilità.




Nunzia De Girolamo: dimostra il suo impegno sul
territorio interessandosi di un  bar dentro un ospedale
Capire quanto scrivono i giornali non sempre è facile ma nel caso della vicenda relativa a Nunzia De Girolamo è tutto abbastanza chiaro. Gli articoli riportano letteralmente, parola per parola, le frasi registrate di straforo da un amico, forse oggi ex amico, dell'ambiziosa ministra. Sono parole che poco spazio lasciano all'interpretazione e quasi nessun giornalista s'è messo a fare chissà quali sofisticate analisi lessicali. Quindi qualsiasi persona normodotata ha ben chiaro il significato della frase: «Facciamogli capire che un minimo di comando ce l'abbiamo! Mandagli controlli ...e vaffan....» Soprattutto se riferita alla gestione di un bar all'interno di un ospedale.

Frase semplice chiara. A prova di test Invalsi. Chi pare non abbia capito qual è il motivo che fa scandalo in quella frase sono la stessa Nunzia De Girolamo, il capogruppo di Ncd Fabrizio Cicchitto, ma lui s'è bevuta ed ha difeso a spada tratta, tra le altre, la storia dei ristoranti pieni e degli aerei in overbooking, e poi anche Angelino Alfano, altro che talvolta fa fatica a cogliere il centro delle questioni. Per ora Letta, l'Enrico, tace e con ciò lasciando il dubbio cornuto o di non aver capito di cosa si tratta, e anche per lui non sarebbe la prima volta, o di volersi nascondere dietro il pollice come fanno i bimbi. E anche questa è una sua piacevole abitudine.

Oddio è vero che l'inchiesta All (All Literacy and Life Skills) pubblicata lo scorso marzo 2013 racconta che «Solo il 30% degli italiani sono in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura.» e la cosa una qualche preoccupazione la lascia. Ovviamente si è portati a credere, con l'ottimismo della volontà che talvolta deve sconfiggere il pessimismo dell'intelligenza, che all'interno di questa pur misera percentuale si trovi il cosiddetto gruppo dirigente della nazione ed in particolare coloro che elaborano leggi, definiscono i parametri della tassazione e magari hanno pure la velleità di voler correggere la costituzione. Quindi, ragionevolmente la media dei parlamentari pure se qualche palese eccezione non perde motivo per farsi notare. Per la felicità di Maurizio Crozza,  E questo non fosse altro che per la disinvoltura nell'utilizzo della lingua italica e soprattutto nell'astrusa applicazione della logica. Non mancando paradossali capovolgimenti del buon senso. Ma vabbé.

Peraltro non pochi, anche qualche giornalista ma nessuna categoria è perfetta, anziché concentrarsi sul senso della frase ha messo tutta la sua attenzione sul semplice vaffa che è come guadare il dito anziché la luna. Con le considerazioni che seguono. Tra questi ovviamente il Cicchitto, ma non è un caso e inopinatamente la stessa De Girolamo.

La Nunzia, liceo classico, laurea in giurisprudenza e paradossalmente due legislature, pare proprio che non abbia colto il senso di quanto viene contestato in quelle sue chiarissime parole. Parole che dicono di un'idea di potere da padrona delle ferriere o, se si preferisce, da satrapessa, di messaggi trasversali, di intimidazione per non dire di ricatto, di arroganza, di interessi che vanno al di là del bene della cosa pubblica, di opacità, di strumentalizzazione del ruolo. E ci si ferma qui per non voler evocare altre organizzazioni che quel tipo di linguaggio usano abitualmente.
Quindi il punto non sta nel vaffa: dettaglio trascurabile e di questi tempi insignificante.

Difendersi sostenendo che in casa propria si parla come si crede è puerile: primo perché l'argomentazione non ha a che fare con il focus della questione e secondo perché «le espressioni poco eleganti» sono un problema suo, questo sì del tutto personale, della educazione familiare ricevuta e di quella che eventualmente vorrà impartire. Così come è ridicolo rifarsi alla «registrazione abusiva fatta da un personaggio che è uno degli protagonisti di un'inchiesta sulle truffe all'Asl.» Già, che ci faceva un simile personaggio a casa sua? Non era stato invitato? Si era introdotto di soppiatto? Sostenere poi di non aver commesso nulla di irregolare (che sul fatto forse per prudenza è meglio non insistere troppo) evidenzia, al di là della facciata da “dura”, il lato immaturo del personaggio. In politica le cose più importanti (per non chiamarle virtù) sono la moralità e la trasparenza. Mancando queste il resto non conta. Peraltro, come avvocato dovrebbe conoscere la differenza che esiste tra legalità e giustizia con quel che in questo caso significa giustizia.

Magari per salvare il posto confida nel marito Francesco Boccia, accreditato come braccio destro di Enrico, il Letta. Che se questa è la tipologia del braccio destro tipo senz'altro si capisce chi faccia parte del 70% «che non è in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura.»

A questo punto sarebbe un gran bel gesto se, almeno per una volta magari la prima di una lunga serie, la ministra si assumesse, come si usa dire, le sue responsabilità e ne traesse le debite conseguenze. Che poi non ci vuole molta fantasia: signora Nunzia si dimetta, prima da ministro poi da parlamentare e quindi cambi modo di pensare. Tutto ciò fatto si occupi di sua figlia e lavori perché anche suo marito segua questa strada. La nazione gliene sarà grata. Due volte.



7 commenti:

  1. responsabilità????? ma che paroloni che usa Sig. Castruccio Castracani. Secondo Lei la Ministra abbia una minima idea di cosa siano le responsabiltà? ..... mi viene da piangere mi creda

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  2. Sito Novefebbraio17 gennaio 2014 15:10

    Però stiamo tranquilli , il marito, il renziano Boccia, ci assicura sulla sua rigidità con la moglie . La poltica non so , ma il matrimonio ne troverà sicuramente giovamento

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  3. Massimo Canella17 gennaio 2014 15:11

    La politica funzionerà anche così ma il "mandagli i controlli" è un po' troppo fortino

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  4. Massimo Canella17 gennaio 2014 22:12

    Boccia mi pareva fosse lettiano. "Comm'è sto monno! Come cambia tutto!"

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  5. Sito Novefebbraio17 gennaio 2014 22:13

    Era Lettiano fino al 10 ottobre .Poi è incominciata la campagna delle primarie Non era Ennio Flaiano che propose come motto per lo stemma d'Italia "tengo famiglia" ?

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  6. Tullio Carnerini17 gennaio 2014 22:14

    Questo si che e' marketting!! Cortigiani vil razza dannata!! Proprio mentre avremmo bisogno di uomini veri

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