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venerdì 29 novembre 2013

I governi passano e i peracottari restano.

Nulla di nuovo sotto il sole del Belpaese. Se prima a ricattare il governo era uno solo adesso sono in sette. Le tasse cambiano di nome ma sono sempre loro. Chi ha tanti debiti con fisco viene esentato dal pagare le multe mentre chi è alla canna del gas viene perseguitato. E poi c'è Roberto Cota ha il dono dell'ubiquità. Che non riesce neanche a papa Francesco.


Chissà perché ridono.


E così Silvio Berlusconi ha lasciato, insalutato ospite dopo vent'anni, il Parlamento della Repubblica e se ne è tornato ad Arcore. Non potrà più fregiarsi del titolo di senatore e neanche di quello di onorevole pure se qualcuno sostiene che una volta ottenuto lo si mantiene per sempre. A vita. Neanche fosse un marchio indelebile come quello che i cowboy stampavano sulle cosce dei vitelli. Ma questo sarà solo il primo dei titoli che perderà infatti a ruota non potrà più dirsi neanche cavaliere, lo era del lavoro. Questo titolo Berlusconi Silvio, l'aveva acquisito col “sudore della sua fronte”, come dice Daniela Santanchè. Cosa vuol dire l'umorismo. Da oggi Berlusconi Silvio è solo presidente: del A.C. Milan e di Forza Italia che poi è come dire la stessa cosa. Lui è il padrone di entrambi. Sic transeat gloria mundi.
A seguito di questo fatto, che non avrebbe potuto che accadere in Italia (altrove i politici per molto meno si sono dimessi), il partito di Forza Italia ha lasciato la maggioranza ed è passato all'opposizione. Ovviamente chiedono l'apertura della crisi di governo.
Per Enrico Letta non è un problema. Anzi aver perso una maggioranza quasi bulgara a favore di una risicata che al senato si regge su soli sette voti fa il suo governo più forte. Lui dice. Se prima era ricattato da uno solo con tanto di nome e cognome, Silvio Berluconi ora invece lo è da sette picchi qualsiasi che potranno giocare col governo ai quattro cantoni. In ogni caso perché il messaggio sia chiaro il Vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, il segretario «a cui manca il quid », la definizione è di Berlusconi, ha ricordato che «Abbiamo parlamentari sufficienti per tenere in vita il governo, ma anche per farlo cadere.» Neanche a dirlo. Nel frattempo Napolitano che è stato la levatrice di questa bella idea delle larghe intese ha ricevuto i falchi di Forza Italia e pare abbia convenuto che una qualche discontinuità c'è stata e che questa deve essere ratificata dal parlamento. E tutto questo dopo soli sette mesi. Il prossimo lunedì Enrico Letta salirà al Quirinale per fare due chiacchere con Napolitano. Conditeor deo onnipotenti
By the way i sottosegretari di Forza Italia, Micciché a parte dato che lui prende ordini solo da Dell'Utri, per ora stanno ancora ai loro posti di governo poi si vedrà. Magari anche loro passano al Nuovo centrodestra o si fingono tecnici. Kirieleisson
Per rendere la storia più appetitosa ci sono i fatti che riguardano il Paese. Tanto per cominciare l'Imu che non si chiama più Imu ma Iuc, sembra il nome di un chewingum, nel 2014 si pagherà anche sulla prima casa. Anzi la pagheranno anche i più poveracci che fino ad ora non l'avevano mai pagata. Quindi le due rate di Imu non pagate nel 2013 saranno in parte saldate surrettiziamente sotto mentite spoglie e in parte palesemente. Habemus papa.
Ma poiché lo sceriffo di Nottingham ha fatto storia ecco che il governo, che è sempre a caccia di denari che i monaci cercanti al confronto sembrano degli scialacquatori, decide di rottamare i ruoli di Equitalia che tradotto in soldoni significa che chi ha grandi debiti con lo Stato non pagherà gli interessi. E c'è da scommettere che non pagherà neppure i debiti. Pare si tratti di poche persone e di poche aziende ma non si dice quante e neppure quanto debbano nel complesso. Maradona, nel senso di Diego Armando è tra questi deve una bazzecola: 40 milioni di cui all'incirca 34 milioni di interesse. Naturalmente la soluzione del contenzioso con i gestori del gioco d'azzardo è di là da venire. Deo gratias.
Poi per fortuna c'è il Pd. Sia Renzi che Cuperlo hanno deciso di incalzare il governo:«deve fare di più.» lo dicono come se loro passassero di Lì per caso e non fossero parte in causa. Complimenti. A Renzi che chiede una maggiore aderenza dell'esecutivo all'agenda del Pd risponde Fassina Stefano, ex dalemiano e poi ex bersaniano e poi giovane turco fino ad essere cuperliano, dicendo che non si può perché questo è un governo di coalizione. E quindi per logica conseguenza si adotta l'agenda degli altri. Gloria in excelsisi deo.
Se Roma sta male non è che le periferie godano, Nel consiglio di comunale di Roma si menano e lo stesso accade in quello della regione Piemonte dove si scopre che il digrignante Roberto Cota ha una passionaccia per il Bar Francia, capita che ci vada anche tre volte al giorno. E una volta ha pure offerto il caffè alla scorta spendendo 5€ e qualche centesimi. Crepi l'avarizia. Altre volte prendeva il caffè lì e poii subito dopo di corsa a Bruxelles. Insomma, sostiene la Guardia di Finanza, pare che abbia anche il dono dell'ubiquità. Cosa questa che non riesce neanche a papa Francesco. Forse Roberto Cota è Nembo Kid travestito.
In compenso saltano i risarcimenti per la strage di Bologna e il processo per i fatti di Viareggio dopo quattro anni è finalmente approdato alla seconda udienza. Velocità supersonica. Naturalmente Enrico Letta sparge solidarietà a piene mani, tanto non costa ed è vicino alle vittime di quella insensata strage, ovviamente stando ben lontano. Per soprammercato il governo non si costituisce come parte civile. Che volere di più dalla vita. Ite missa est



1 commento:

  1. Giuseppe Golin Guaranì-Kaiowà29 novembre 2013 19:59

    proprio un bel quadretto Amen

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