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venerdì 26 luglio 2013

Stefano Fassina e gli altri: il harakiri di un gruppo dirigente. Complimenti

Quando i samurai facevano harakiri erano veloci e si toglievano di mezzo. Il gruppo dirigente del Pd si sta dando da fare in questo senso ma con l'idea di tirarla in lungo e rimanere ancorati agli scranni.

Se per gli uomini, come diceva Eduardo de Filippo, gli esami non finiscono mai per la quasi totalità del gruppo dirigente del Pd le lezioni non si imparano mai.
Stefano Fassina: anche lui n fighetto? Con questa pettinatura.
Solo negli ultimi due giorni questi del Pd sono riusciti ad inanellare una serie di episodi che se senz'altro non li aiuta nell'immediato, l'ultimo sondaggio Swg dà il partito in ulteriore decrescita, ancor meno li aiuterà in futuro.
L'impressione è che quel centinaio di persone che si assegna il titolo di “gruppo dirigente” vivano nell'empireo, lontano dalla vita di tutti i giorni e che siano intenti quasi esclusivamente, un minimo di buona fede la si riconosce per per carità di patria, a condurre personali lotte di potere. Che non sono un'invenzione ma un di fatto sotto gli occhi di tutti.
Perdere oltre tre milioni di voti e qualcosa come oltre otto punti di vantaggio sul Pdl alle ultime elezioni politiche mentre ci si baloccava nell'assegnazione di posti istituzionali e di governo, chi non ricorda i retroscena che dicevano di Franceschini presidente della Camera, Finocchiaro al senato, D'Alema ministro degli esteri, Fassina all'economia e via dicendo, non ha insegnato nulla. Ma proprio nulla.

Contare su un numero di deputati enorme e pesaere politicamente come averne la metà della metà è stato il risultato non del responso elettorale quanto della inanità politica di aparatiniky vecchi, anche se di giovani d'età, e soprattutto stanchi. Che per voler fare harakiri l'età non conta.
Fa tenerezza sentire Letta tirare bordate contro quelli della sua specie: essendo lui il primo della generazione dei “fighetti” del Pd.
E quindi complimenti vivissimi a Enrico Letta che ogni giorno ingoia un rospo ma bisognerebbe spiegargli che non tutti i rospi sono ex principi e che si accoda supinamente alle arroganti richieste del Pdl che con Gasparri, dopo il fatto kazako, ha potuto gongolare e senza vergogna dire «abbiamo vinto la prima giornata del congresso del Pd e rafforzato il segretario Giorgio Napolitano.» Che la vergogna avrebbe dovuto essere dipinta sulla faccia del presidente del consiglio.

Complimenti a Stefano Fassina che scopre quello che Berlusconi racconta da oltre vent'anni: l'evasione fiscale per necessità. Anche se poi Berlusconi che è un esuberante ci aggiunge del suo. Si giustifica il sottosegretario, chissà se anche a lui tocca data la pettinatura la medaglia di fighetto, perché no?, dicendo che «non sono diventato berlusconiano.» Il che stimola a rispondere «Forse lo è sempre stato e non lo sapeva. Un altro che vive a sua insaputa»
Complimenti al bergamasco Antonio Misiani che da segretario amministrativo del Pd piange miseria ad ogni piè sospinto e sarà felice di incassare gli oltre 18 milioni di rimborsi elettorali che neppure i suoi elettori, se potessero, gli darebbero. E complimenti ai membri Pd delle commissioni parlamentari che non si sono opposti, nemmeno di facciata, alla distribuzione di oltre 56 milioni di rimborsi ai partiti.
Complimenti a Gianni Cuperlo che si dichiara contro il protagonismo (intervista del 13 maggio con Gad Lerner), ché diventare parlamentare è proprio la medicina giusta. E poi aggiunge, per commentare la sua candidatura a segretario del Pd, che ha dovuto fare un «pochino - ma solo un pochino - di violenza a sé stesso.» Che poi aggiunga 8in onda del 25 luglio 2013) che lui non crede che un imprenditore che guadagna centinaia di migliaia di euro al mese sia sulla stessa barca di un operaio che di poco supera i mille non fa che incrementare il ridicolo. Dovrebbe infatti spiegare come fa lui e quelli come lui che incassano oltre ventimila euro mese e dispensano denari e favori per opere inutili ad essere sulla stessa barca dell'operaio di cui sopra senza voler aggiungere sullo stesso naaviglio anche pensionati, esodati e disoccupati. Che i giovani e le donne ce le si tiene per il prossimo giri

Complimenti a quei parlamentari del Pd che hanno ironizzato e sfottuto il deputato del M5S Matteo Dall'Osso, ripetendone balbettando le parole. Matteo Dall'Osso è malato di sclerosi multipla, il che non vuol dire. Con che credibilità questi possono farsi paladini e lavorare per il riconoscimento dei diritti civili e combattere la discriminazione? Uno dei mille quesiti del partito.
Complimenti a Ivan Scalfarotto che sistema la questione sanitaria del suo compagno e si dimentica degli altri. Quelli che vivono la vita di tutti i giorni.
Complimenti a Guglielmo Epifani, che ancora non ha definito la data del congresso e si barcamena giorno dopo giorno dicendo che deciderà domani.
Complimenti a Matteo Renzi che oscilla costantemente tra voglia di rivoluzione e vittimo. Che si decida. Lo scoutismo gli avrebbe dovuto insegnare almeno questo oltre che ad ad accendere il fuoco con gli stecchini.

Complimenti a tutti quelli che vogliono fare harakiri.
Una raccomandazione: i samurai giapponesi quando decidevano in questo senso, dopo aver espletato tutti i rituali, procedevano di fretta e sparivano. Questi spariranno o ce li si dovrà tenere nell'espletamento dei rituali ad libitum?

2 commenti:

  1. Antonello Impagliazzo26 luglio 2013 18:27

    Come suicidarsi usando milioni di spillini....uno alla volta

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  2. Sito Novefebbraio28 luglio 2013 19:32

    ALCUNI evadono per sopravvivere ? certamente ! E praticamente TUTTI coloro che borseggiano in autobus lo fanno per mangiare . Non credo che siano molti i borseggiatori con lavoro stabile e ben pagato . E con questo ? Sicuramente bisogna che lo stato sociale ( finchè i liberisti non lo smantellano) faccia qualcosa per far uscire entrambi dalla triste situazione , ma chi viene preso con le mani nel sacco ( anzi in tutti e due i casi nella saccoccia degli altri siano essi contribuenti onesti o passeggeri ) si potrà essere indulgenti con le attenuanti ma nonc ert dire che è uan cosa legittima e scusabile

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