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domenica 23 giugno 2013

In Germania nessuno si sarebbe dimesso per una cosa simile. E in Italia? Idem.

Una migrante tedesca come può ripagare il Paese che le ha consentito di ottenere grandi successi e fama? Il caso di Josefa Idem la teutone diventata italiana. Anche nei difetti.

La frase «In Germania nessuno si sarebbe dimesso per una cosa simile.» per quanto possa sembrare incredibile è stata pronunciata da una tedesca (1)
Josefa Idem, Ministra sport e pari opportunità

O meglio da una tedesca ora diventata cittadina (anche) italiana. Pure se ora, quasi senz'altro, i nipoti di Johann Wolfgang Goethe la considereranno una ex (tedesca). Già perché Josefa Idem, di lei si sta dicendo, è cittadina italiana dal 1992, due anni dopo aver contratto matrimonio con Guglielmo Guerrini, il suo allenatore. Sotto l'italico tricolore ha gareggiato tanto e quasi altrettanto ha vinto. Le sue biografie dicono che è stata la prima italiana (di nascita teutone. Per inciso: Goch, Renania settentrionale-Vestfalia, 23 settembre 1964) ad aver partecipato a 8 Giochi olimpici: due sotto la bandiera tedesca e sei con quella italiana. Come i fratelli D'Inzeo, Piero e Raimondo. Che invece hanno gareggiato sempre per la stessa nazione e sono nati il primo a Roma e il secondo a Poggio Mirteto che a dispetto del nome si trova nella bassa Sabina.

Finché è stata tedesca e giovane non è che Josefa abbia vinto granché (tre bronzi tra Olimpiadi e Mondiali di cui quello olimpico in tandem con Barbara Schuttpelz) mentre da quando è diventata italiana ha fatto sfracelli: 18 ori, 12 argenti e 10 bronzi tra Giochi Olimpici, Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. Senz'altro le sarà parso di aver trovato, con rigore, disciplina e vittorie, la Germania in Italia:. Non capita a molti, a lei senz'altro sì. In genere gli stranieri in Italia trovano l'America. E la cosa è successa un pochino anche a lei. Da atleta migrante (per quanto comunitaria) a ministro il passo non è certo breve. Neanche uno su mille ce la fa. Lei sì.

Ora come si può ricompensare un Paese che tanto ha saputo darti? Diventando una vera italiana. Nella cultura, nella lingua e pure nella cucina, nello spirito e magari anche, qualche volta capita, assumendo quei piccoli difettucci di cui Alberto Sordi è stato maestro rappresentatore. Uno fra tutti : la memoria. Gli italiani sono di memoria corta, cortissima. Dimenticano facilissimamente e sono sbadatissimi. Non a caso ci sono stati non pochi episodi di smemoratezza: da quello antico di Collegno ai giorni odierni la lista è lunga, lunghissima e soprattutto popolata di personaggi del bel mondo. «Non ricordo» ma anche «Non sapevo» sono frasi usatissime. Anche da politici, anche da ministri, anche da attori e da attrici e da industriali e da intellettuali e anche da... tutti. Per questo, senza dubbio, la campionessa che ha girato mezzo mondo e l'Europa per intero mai si è domandata perché sul suo passaporto e sulla sua sua carta d'identità risultasse residente ad un numero civico diverso da quello nel quale abitava effettivamente. O forse se ne è accorta, ma subito se n'è dimenticata, e deve aver addebitato la cosa alla proverbiale non precisione della burocrazia italiana. Che se si fosse stati in Germania un errore del genere mai l'avrebbero commesso. Ma in Italia si sa come vanno le cose. Può succedere di tutto. Per esempio che ci siano degli abusi edilizi e che poi, a distanza di anni scatti il condono. Come ben ha dimostrato il mai troppo ex ministro Giulio Tremonti.

D'altra parte scoprire di abitare nella palestra nella quale ci si allena, ammesso e non concesso che la cosa sia accaduta a sua insaputa (lo spirito di Scajola è sempre dietro l'angolo) le sarà parso normale. Qual è la vera residenza di un'atleta se non la palestra? La vera prima casa. E sulla prima casa il governo di centro destra che Josefa avversava, sì perché nel frattempo era diventata dirigente politico dell'Ulivo e poi del Pd, l'Ici l'aveva tolta, quindi naturale non pagarla. Anche se, forse un po', la cosa le deve essere parsa bizzarra. Ma gli italiani, è noto, queste cose non le considerano bizzarrie e lei, probabilmente con fatica, ci si è adeguata. In fondo la disciplina imparata nello sport può servire anche nella vita. Così come, verosimilmente, le sarà parso strambo essere assunta dall'associazione dilettantistica presieduta dal marito pochi giorni prima di diventare assessore allo sport del Comune di Ravenna. Chiedendo così al Comune di pagare i contributi Inps ma, lei sicuramente non lo sapeva (Scajola ri-docet) e poi chissà chi avrà compilato e seguito le noiose pratiche. E poi tutte quelle firme da mettere su formulari e formulari. Chi ci si raccapezza. Sempre che risponda al vero quel che sostiene il ravennate Alvaro Ancisi,consigliere di opposizione (2).

Comunque, a prescindere, Josefa Idem ha detto che si assume le proprie responsabilità. Frase che suona bene, ha la giusta roboante sonorità ma il cui significato è dubbio e incerto. Infatti nel Belpaese non si è mai capito bene il come ci si assuma le proprie responsabilità. Che se si fosse in Germania tutto sarebbe facile: la frase ha un senso compiuto. E soprattutto operativo. Come hanno dimostrato, giusto per dire di casi di estrema gravità, Frau Annette Schavan ed Herr Karl-Theodor zu Guttemberg che si sono dimessi per aver copiato parti della loro tesi di laurea, entrambi ministri, o Herr Christian Wulff, Presidente federale, che ha lasciato il posto per una vicenda relativa al pagamento di una camera d'albergo (400,00€).

In Germania e in questo Josefa Idem ha ragione, nessuno si sarebbe dimesso per questioni di abuso edilizio, non pagamento delle tasse sulla casa, falsa dichiarazione di prima casa o fasulle assunzioni per far pagare all'ente pubblico i contributi previdenziali. Forse non riescono neanche a immaginarle simile raffinatezze. E se le pensano difficilmente le mettono in pratica. Almeno i politici. Perché nel paese dei Nibelunghi assumersi le proprie responsabilità si può dire in tanti modi uno dei quali è : Abdankung. Che in italiano si può tradurre letteralmente in dimissioni o nel più popolare “anadare a casa”. Che poi questo è il senso.

Che se Josefa Idem si ricordasse di essere anche un po' tedesca e dimenticasse alcuni tratti di italianità non farebbe proprio male all'Italia. Anzi molti gliene sarebbero grati. Forse anche qualcuno nel Pd.

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8 commenti:

  1. Eugenio Fusignani23 giugno 2013 16:08

    In Germania ci si dimette per aver copiato da wikipedia pezzi di tesi. Per un italiano capisco che sia difficile "germanizzarsi"; capisco anche come per un tedesco sia piú facile "italianizzarsi".

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  2. Si è vero, ma dal 9 giugno, data ultimo post ( sul pensiero di Miccichè sui GAY) ad oggi in Italia è accaduto solo questo tragico evento del mancato pagamento dell'IMU del ministro delle Pari Opportunità? Grave, se vero,anzi gravissimo, quindi si dimetta, siamo d'accordo, ma oggettivamente dal 9 al 23 giugno... a me pare che siano accaduti altri fatterelli di una certa importanza? O no? O me li sono sognati...? Ma, scusate, dico solo l'ultima...ma la Rai non doveva, secondo il diktat di un barbuto leader, essere privatizzata? Com'è che oggi, a presidenza vigilanza acquisita, si fa marcia indietro? Eh...no...capisco che il presidente ( Vigilanza Rai) è napuletano e quindi chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto ascurdammece do passato simmu e Napoli paisà...
    eh no...? Non vale...
    VOGLIAMO PARLARE DI FATTI ACCADUTI TRA il 9 e il 23 GIUGNO o NO?
    CHE FAI MI CACCI?
    Domani sicuramente parleremo di Berlusconi...invece di andare al nocciolo...del futuro che non è a 5 STELLE MA è A 100 STALLE

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  3. Massimo Canella25 giugno 2013 14:44

    No a me invece dispiace, anche se adesso si indaga su ottomila euro di contributi da aspettativa presi un po' forzatamente quando era consigliere comunale (ma tutti i dipendenti pubblici, santo Dio, se sono in aspettativa quanto meno per motivi elettorali sono coperti previdenzialmente anche se sono in aspettativa!), anche se la palestra non aveva i permessi... Dispiace per i motivi esposti nell'articolo che ho postato: "Con otto presenze alle Olimpiadi risulta la sportiva che ha disputato più giochi in assoluto. Trentotto medaglie vinte ai massimi livelli di competizione agonistica che includono anche i Mondiali e gli Europei. Impegnata politicamente da sempre per la promozione dello sport come autentica “educazione sentimentale” – perché appunto il talento non basta a dare gambe alla vittoria, bisogna anche predisporsi a faticare e a imparare che chi vuole vincere non può sgarrare. Moglie e madre di due figli. Insomma, un simbolo per tutti e il sogno di ogni donna che, anche quando ha la fortuna e l’inclinazione per l’eccellenza, fa sempre la sua bella fatica a tenere insieme le milioni di variabili impazzite della vita quotidiana.

    Josefa, donna perfetta senza essere bionica o artefatta"

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  4. Dabalà Maurizio25 giugno 2013 15:04

    cadde nella tentazione di fare "la furba"? Sì. Solo che lei, invece di ammetterlo candidamente (Cristo dice di perdonare..), rilanciò, non ammise di aver sbagliato, di aver fatto fare un lavoro ad un commercialista che non avrebbe dovuto dichiarare il falso o l'inesatto ecc., ha voluto rilanciare dicendosi del tutto innocente e anche minacciando azioni non ben definite contro chi avesse detto o lasciato intendere che lei "s'è comportata male in quelle occasioni da cittadina fiscalmente soggetta". Quindi sì, via da ministro; e facciamocene una ragione col'augurarle una vita piena di soddisfazione ecc. ecc.

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  5. Otto Von Varano25 giugno 2013 16:23

    se lo dice lei.....? in germania, abbiamo mandato a casa l'ex presidente della repubblica federale tedesca wulff,perchè si era fatto fare un piccolo prestito da un amico.....

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  6. Ieri, un altro grillino ha abbandonato il partito si chiama Zaccagnini...ne vogliamo parlare o NO?

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  7. Angona Maria Carmela26 giugno 2013 09:09

    noi portiamo ad esempio la Germania e questa di origine tedesca la mette allo stesso livello dei furbetti italiani:si vergognasse

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