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venerdì 31 maggio 2013

Il Pd, il finanziamento ai partiti e la cassa integrazione

Sugli stipendi dei dipendenti del Pd a fare un paio di conti si scopre che i conti non tornano. Ciò che manca non sono i denari ma la politica: quella che smuove le coscienze, riempie le sezioni e fa partecipare ai comizi. Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Andrea Costa, Filippo Turati hanno fatto politica senza i soldi dello Stato. Le casse di mutuo soccorso, le cooperative e le case del popolo sono sorte senza i denari dei contribuenti.

E così ieri (30 maggio), grazie al dottor Antonio Misiani, laureato in economia e commercio alla Bocconi come Mario Monti del resto, si è scoperto che il Pd, ma anche tutti gli altri partiti, sono alla canna del gas. 
Antonio Misiani, sorridente tesoriere Pd,
due legislature da deputato,
vitalizio garantito, non ha problemi
No, non per questioni di politica: ancora non si sono resi conto di quanto poco siano rispettati dagli elettori e a quanto pare non c'è proprio modo che lo capiscano, ma per banali e volgari e sordide questioni di quattrini. Che, di deafult, non sanno amministrare.
Di qui la domanda: ma se non sono capaci di amministrare i loro denari, che sono tanti in assoluto, ma tutto sommato pochini in relazione al bilancio dello Stato, come possono essere capaci di amministrare la cosa pubblica? Già, non sono capaci e i risultati si vedono.
Rimanendo sulla questione soldi, quelli che servono per pagare i dipendenti del Pd, si scoprono cosette interessanti. Così come le si scoprì quando la tenera Marina Sereni, vice presidente del Pd, raccontò in dettaglio del suo stipendio (1).

Il dottor Misiani, laureato in economia e commercio alla Bocconi come Mario Monti del resto, racconta che 13 milioni sono il fabbisogno per pagare 180 dipendenti.(2) E che quindi se verrà tolto il finanziamento ai partiti, per inciso quest'anno per il Pd si tratterà di 42 milioni di euro, si dovrà mettere mano alla cassa integrazione. Subito corre in suo aiuto il prode Ugo Sposetti (3), segretario amministrativo dei Ds: «si tratterà di mettere sul lastrico chi si occupa delle pulizie o di modesti lavori di segreteria o fattorini» dice. Roba da straziare il cuore anche al più duro dei capitalisti e degli speculatori. Siano essi immobiliari o finanziari.

Bene, si faccia qualche conto, tanto così, per non perderci la mano e per il gusto del non-sense. Se il costo company, come si direbbe in qualsiasi azienda di servizi, è di 13 milioni di euro per 180 dipendenti se ne ne evince che il costo medio per ogni dipendente, quindi rievocando il famoso pollo di Trilussa è di: 72.000 euro. Importo che trasformato in stipendio netto diventa di circa 36.000 euro netti anno. E per amor di maniacale precisione si aggiunga che si tratta di 2.800 euro netti mese per tredici mensilità. Tombola. 
Ché se questo è lo stipendio che il Pd paga a chi fa piccoli lavori amministrativi e le pulizie e il fattorinaggio è ovvio che la ditta, come la chiamava Bersani, non sta in piedi. Ma su questo non si avevano dubbi. È allora forse viene il sospetto che molti, moltissimi di quei 180 dipendenti abbiano stipendi che si aggireranno tra i 1.200/1.500 € mese e forse anche meno, che alcuni, magari pochi o addirittura pochissimi se la passino veramente grassa. I deputati del Pd chiamati a raccolta dal dottor Misiani, laureato in economia e commercio alla Bocconi come Mario Monti del resto, forse farebbero bene a farsi dire come sono inquadrati quei centoottanta: quanti dirigenti, quanti quadri quanti di primo, secondo, terzo e pure quarto livello ecc, e così pure la Cgil dovrebbe dare un'occhiatina a quei conti. Che se non lo fa il sindacato della Camusso forse converrebbe chiamare quelli dell'Ugl.

E poi volendo essere ancor più precisi c'è da domandarsi che fine fanno i 29 milioni di euro che mancano per arrivare ai famosi 42 milioni di euro di cui sopra. Ah, saperlo..
In un'azienda di servizi e un partito è assolutamente equiparabile (con buona pace dei farisei e degli scribi che da quelle parti circolano ad abundantiam) ad un'azienda di servizi, il bilancio di solito si ripartisce in 55% spese per il personale 30% spese di gestione (affitti, luce, gas, telefono, viaggi ecc) , 15% profit. Dato che il partito non deve fare profitti ecco che il Pd si trova ad avere un polmoncino di riserva di tutto rispetto. 

Certo che la politica costa come ogni tre per due racconta Piero Fassino e lui di costi della politica se ne intende visto che per anni con la moglie, signora Anna Maria Serafini, anch'essa deputata, ha avuto entrate familiari decisamente cospicue. Ma Andrea Costa e poi Filippo Turati crearono il partito socialista senza sovvenzioni dello Stato così come senza sovvenzioni dello Stato è nato il partito repubblicano in un'epoca in cui i deputati della sinistra venivano  bastonati dalla forza pubblica e poi sbattuti in galera solo per aver organizzato manifestazioni di popolo. Che erano dette sediziose,  E senza sovvenzioni dallo Stato è nata la Società Umanitaria a Milano nel 1893. Magari ripassare di tanto in tanto i libri di storia del movimento operaio ai dirigenti del Pd non farebbe male. Ma d'altra parte Piero Fassino è quello che che disse: « Grillo fondi un partito, prenda i voti e poi ne parliamo.» E Grillo ha seguito il consiglio e l'ha fatto. Anche lui senza finanziamenti statali.
La qual cosa, ovviamente, non cancella e neppure giustifica le incommensurabili belinate che il genovese sta mettendo in scena giorno dopo giorno. 

Si racconta che Riccardo Lombardi chiese a Pietro Nenni il permesso di ridurre la quota di stipendio da parlamentare che girava al partito per potersi curare e affrontare una delicata operazione chirurgica. Quando mai è accaduto un fatto simile ai parlamentari di Pds e poi Ds e quindi Pd che da qualche decennio scaldano senza costrutto gli scranni di Camera e Senato. Anzi i deputati residenti a Roma ed eletti in quel collegio percepivano (e magari accade ancora oggi) la diaria per trasferta. Che il tragitto da casa a Montecitorio o palazzo Madama dev'essere lungo e faticoso. E si devono fermare a mezza strada per rifocillarsi.

Quando la politica è cosa seria i fondi li trova facilmente. E smuove le coscienze e la gente frequenta le sezioni e partecipa ai comizi. E la politica non diventa cosa da miliardari. È quando la politica viene gestita da apparatiniki che iniziano con le pezze ai pantaloni e poi si fanno eleganti a poco a poco e quando finalmente se ne escono dal parlamento si portano appresso un premio di consolazione di centinaia di migliaia di euro che i conti non tornano. Come dovrebbe ben sapere il dottor Antonio Misiani, laureato alla Bocconi come Mario Monti del resto.
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6 commenti:

  1. Massimo Canella1 giugno 2013 19:59

    Quanto dici è bello, ma è anche un piccolo mondo antico: oggi il mondo è complesso e la gente deve viverci dentro. i dipendenti dei partiti verrebbero sostituiti dai tirapiedi dei boss e dei tycoons, E' vero che in Italia tali persone si fanno finanziare i tirapiedi dallo Stato...

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  2. Sito Novefebbraio1 giugno 2013 19:59

    sicuramente i conti del PD non tornano , ma anche i tuoi caro Castruccio fanno acqua da tutte le parti , come si può osservare da qualsiasi tabella di calcolo dei costi aziendali , come quella di cui al link qui sotto, ad un costo aziendale di 72000 euro annui corrisponde un netto di 28.500 euro e non 36.000, cioè 2195 al mese e non 2800. Infatti più gli stipendi sono alti , causa il cuneo fiscale , più il rapporto stipendio netto costo aziendale 1-2 che hai usato tu è farlocco. Si potrebbe fare qualche simulazione , ma credo che alla fine sia credibile che in quei 13 milioni ci siano gli stipendi di dirigenti e quadri , ma anche personale d'ordine . Il PD molto più semplicemente , rispetto al tua articolo , ha messo in evidenza solo quest' ultimi, secono la prassi nazionale del "chiagni e fo**i. http://www.globallaboratory.it/pit/calcolo_costo_lavoro.htm

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    1. Diceva Pirandello che i numeri sono sacchi vuoti che se non son riempiti di senso e di ragione non stanno in piedi. E a questo "sacro" pèrincipio mi attengo. Ribadisco che i numeri presentati da Antonio Misiani non stanno in piedi come anche tu, in finale del tuo commento sottolinei. Schierarsi dietro i deboli per mantenere i forti è operazione di miserrimo livello che ci si può aspettare da manigoldi dichiarati e non da chi fa della difesa (a questo punto solo di facciata)dei deboli la propria bandiera.

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  3. Massimo Canella1 giugno 2013 20:01

    mi viene in mente una distinzione fondamentale della sociologia fra movimenti e istituzioni: i primi si basano sull'entusiasmo e sul volontariato, che sono fenomeni intrinsecamente temporanei o comunque instabili; le altre - compresi i partiti - si danno strutture idonee ad una presenza costante nel tempo, e quindi di personale eccetera. Non credo ci sia la possibilità di desiderare dell'altro, sarebbe come pretendere che gli asini volassero. E per questo ogni tanto qualche bel movimento torna a dar vita alle degeneri istituzioni. La storia della Chiesa ci è maestra: i cluniacensi, i francescani, i gesuiti, i concili...

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  4. Antonio Misiani3 giugno 2013 21:51

    Raramente ho letto un'analisi così imprecisa e tendenziosa. In fondo, invece di baloccarsi con cifre campate più o meno per aria, bastava andarsi a leggersi i numeri. Quelli veri e certificati: www.partitodemocratico.it/trasparenza

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    1. Assai spesso invece ho avuto occasione di leggere interviste e risposte alla Misiani che demagogicamente parlano di imprecisioni, se ci sono vengano corrette e saranno ben accette, o di tendenziosità, le si indichino. Parlare di cassa integrazione per chi fa le pulizie è ridicolo: quanti dei famosi 180 fanno le pulizie? Che poi è facile mettere in cassa integrazione i deboli, si riducano invece gli stiendi a chi li ha belli cicciottelli. L'ideatrice dello spot "lo smacchiam" che viene utilizzato per ridicolizzare il Pd in ogni trasmissione a tema polittico (e che è anche tecnicamente mal fatto oltre che essere noioso) da notizie apparse sulla stampa pare che abbia uno stipendio di tutto rispetto. Magari cominciare a tagliare quello, no? Dica piuttosto Misiani quanti dei 180 hanno il contratto da dirigente, quanti da quadro e quanti ai livelli più bassi. Per quanto poi riguarda la capacità di gestione: il Pd paga 1.292.339€ per la sede del nazionale,in sub affitto alla Margherita che invece l'ha affittato per 652.933. Bel business. Con 600.000 chissà quante persone possono essere pagate per le pulizie. Che magari sarebbe pora venissero fatte nel Pd.

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