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domenica 14 aprile 2013

Mario Monti: dall'arroganza al vittimismo.

La sicumera di un tempo ha lasciato il posto al vittimismo. Oggi è allibito, turbato, emotivamente provato e stizzito «Non mi sento un leader di partito, non è il mio mestiere.» Forse avrebbe dovuto pensarci prima e magari seguire i consigli di sua mamma, Che le mamme non sbagliano (quasi) mai.

Quando si dirà del governo di Mario Monti, con qualche probabilità lo storico potrà scrivere qualcosa deil tipo: 'I resti di quello che fu uno dei governi con la più ampia maggioranza parlamentare della storia d'Italia risalirono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.'

Il governo dei professori sostenuto da ampia maggioranza
Molti ricorderanno la spocchia con cui Mario Monti e i suoi ministri, chi frignante chi algidamente distaccato chi battutista fuori luogo, fin dall'inizio della loro avventura recitavano con stolida monotonia la giaculatoria: «Perché non l'avete fatto voi e avete chiamato noi?»
L'arroganza regnava sovrana fino a costringere il presidente della Camera, Gianfranco Fini (a proposito che fine ha fatto costui?), a richiamarli durante una seduta di question time e a spiegare loro che nella specifica situazione di crisi parlare di 'noi' e 'voi' era oltre che un controsenso anche un'affermazione poco intelligente. Che dover dire cose di questo genere a dei professori doveva già suonare come un campanello d'allarme. Ma tant'è. Non che i politici di vecchia generazione brillassero per capacità intuitive. Tutt'altro.

Oggi lo stato d'animo di Mario Monti è assai diverso: la sicumera ha lasciato il posto al vittimismo, come racconta Francesco Verderami in un lungo articolo sul Corsera. (1)  D'altra parte vittimismo e arroganza sono le due facce della stessa medaglia. Gli aggettivi utilizzati per descrivere l'odierno sentire del senatore a vita (per chissà quali meriti pregressi questa nomina) suonano tristi; allibito, turbato,emotivamente provato e pure si sente messo ingiustamente sul golgota, ma anche, in un soprassalto d'orgoglio, stizzito. E, al solito, si sente orfano, ieri dei poteri forti (anche lui come D'Alema ha questa fissazione e come risultati siamo lì) e oggi della confindustria che «va squallidamente a braccetto con il sindacato.» Che magari trovare qualcosa di positivo nell'incontro di queste due componenti del mondo del lavoro gli suona bizzarro. Insomma il vittimismo strisciante di sempre. 

Pur con qualche spunto di verità: «Non mi sento un leader di partito, non è il mio mestiere» dice. E ci mancherebbe, vien da rispondere. E, soprattutto, un leader politico non piagnucola ad ogni piè sospinto. Lasci le frignatine alla Fornero che su questo sa il fatto suo. E' allenata. Poi, il fatto che a capire questa semplice verità ci abbia messo oltre un anno e mezzo e una sconsolante sconfitta elettorale non depone certo a suo favore. Peraltro se il professor Monti avesse chiesto in giro, non ai suoi colleghi professori, non ai tromboni americani della comunicazione non a vecchie volpi della politicaccia italica che giocavano a strumentalizzarlo ma alle persone normali, non pochi glielo avrebbero confermato. Così, semplicemente, con il rigore e l'equità di cui ogni buona massaia padrona di casa è capace. Non è, né mai è stato né mai sarà un leader politico. Ma la spocchia non fa fare simili domande. Già la sua mamma, come lui stesso ha spesso ricordato, l'aveva messo in guardia dalla politica. Il cuore di mamma non sbaglia (quasi) mai ma l'ambizione rende ciechi e sordi. E talvolta anche un cicinin avidi. Sempre che questa virtù non sia connaturata o semplicemente pregressa. Ma si sa che i professori, specie quelli universitari, son capaci (talvolta) di parlare e spiegare ma quasi sempre hanno difficoltà con l'ascolto. Per questo si spazientiscono durante gli esami: devono star zitti ed ascoltare. Con loro pena somma. E poi, guarda il caso, rigore ed equità erano proprio le due promesse di base del suo governo. Una mantenuta alla grande che a stangare, gli altri, son buoni tutti mentre la seconda è rimasta giusto sulla carta che ad esser equi ci vuole testa. E qualche volta cuore.

Ora si sgancerà anche dal partito, Scelta civica per l'Italia, che adesso sostiene di aver «ispirato e fondato» anche se al momento della formazione di quel movimento usò frasi che più democristiane non si poteva: «Accetterò di incoraggiare questo sforzo della politica responsabile e della società civile nelle forme che verranno stabilite accettando, immagino, di essere nominato capo della coalizione.» (2) Per un doroteo (3) sarebbe stata musica. Celestiale.
Un logo confuso nella grafica e nei contenuti
Adesso dice, il senatore Monti Mario, che non vede l'ora che il suo incarico termini rivendicando comunque (vittima immolata per i patrii destini) il fatto di essere stato chiamato. Ma al solito, sbaglia il luogo, il tempo e il modo. Lo dice in parlamento, mentre si parla del caso dei marò e come capo di un governo dimissionario e non sfiduciato.
Perché, caro presidente quanto lei dice è non solo vero, è verissimo. Fare il leader non è il suo mestiere. Sì la politica, quella pubblica e battagliata che non corre solo per i corridoi dei palazzi alla ricerca di incarichi, magari anche poco rischiosi e assai redditizi, non fa per lei. Non è capace.
Attenda con calma la fine del suo incarico e poi si accomodi, anche sonnecchiante, nel suo scranno di senatore, che è a vita. Tutti, lei incluso, ne avranno di guadagno.

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  1. Corsera 13 aprile 2013 pag 5
  2. Dorotei la corrente più conservatrice della Democrazia cristiana. Più democristiani di così non si poteva. Il nome deriva del convento di suore di Santa Dorotea e dove si riunirono per la prima volta gli aderenti della corrente 

8 commenti:

  1. Giuseppe Golin Guaranì Kaiowà14 aprile 2013 07:33

    sempre lucidamente impeccabile Castracani Castrucchio un po ti invidio, ma soprattutto ti ammiro, buona domenica.

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  2. Sei infinitamente grande, come tuo solito!

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  3. Ancora su Monti? Ma, come del " vecchio che avanza" promosso on line dai grillini, Prodi e Bonino, qui non se ne parla? Sia chiaro non lo dico io, è stato Paolo Becchi, considerato l'ideologo del Movimento Cinque Stelle...che si sta strappando i capelli ( ne ha tanti) per via della scelta grillomaniaca di proporre Prodi. Ahi...Ahi qui sento aria di inciucio...vuoi vedere che sotto...sotto...poi alla fine. Beh insomma ci siamo capiti, tanto più che il 27 aprile arriva il primo stipendio. Pensa, te, una come la Lombardi che lavorava per un'azienda di mobili si vede arrivare 14 mila euro sul conto...le viene uno sciopone secondo me...però cazzo Castruccio, lei un forum che l'aiuti a trovare il sistema per rimediare agli scontrini contenuti nel suo portafoglio rubato, utili a farsi rimborsarte 250 euro può anche promuoverlo o no? Monti, ha mille torti e un solo grande merito, egregio Castruccio, ma questo sarà di difficile comprensione per il pubblico che segue questo Forum...che mi pare più de 'panza' che de mente...non si offenda, tanto da stasera mi congedo. Comunque, il merito di Monti è quello di averci evitato il memorandum d'intesa con il Fondo Monetario Internazionale che, quello si, ci sarebbe costato lacrime e sangue. Non spiego che cos'è non vorrei turbare la serata a Giuseppe Golin Guarani Kaiowa, che potrebbe avere uno sturbo. Ma, lui vota de panza e scrive de panza. Ma, vedrà ci penserà Grillo, a rimediare...da dietro un Computer e vestito da uomo mascherato...
    Auguri e naturalmente eja eja Grillo Ala' Vincere e Vinceremo...? Non è mai finita bene...e stativi buoni... consigli ai suoi follower di studiare...di leggere...non su Internet...i libri, i cazzo dei libri...non quelli di Grillo però...

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    1. Eh no, caro Nuccio, non si congedi. Non ci lasci. Non è giusto.
      Troppo facile mollare il colpo (alla Monti, mi verrebbe da dire ma non lo dico.) Lei deve restare e continuare a stimolare. A ognuno il suo ruolo. Peraltro sia ieri che oggi il Corsera con Verderami, purtroppo più autorevole del Vicario Imperiale, alla vicenda hanno dedicato due paginate. Che poi pure i meriti di Monti van vagliati e a quanto dice il cislino Bonanni, con tanto di pizzetto alla moschettiera, le riforme montiane le avrebbe sapute fare anche suo zio. E su questo magari qualche briciola di ragione gliela si può pur dare. Poi però ha appoggiato la lista civica. Ma tant'è. E' l'italia. Anche lei sia italiano, come quelli di una volta però e rimanga con noi. Che a breve leggerà anche dei grillini e del grillismo.

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  4. Ettore Chiacchio15 aprile 2013 10:01

    sarà che l'aver regalato, mascherandolo da prestito, (però non restituibile) 3,9 miliardi di euro (succhiato dal sangue) degli italiani al MPS gli ha fatto perdere quella stima di cui immeritatamente godeva. Dico immeritatamente perché molti hanno attribuito a lui il merito di aver fatto abbassare lo spread, quando invece era solo una mera operazione finanziaria con Mario Draghi che stampava euro e comprava (per nostra fortuna!) l'altrimenti insostenibile debito italiano...Se non lo avesse comprato la bCE non ci sarebbe stato mario monti che tenga, saremmo falliti...Solo che i media-deviati-filo-governativi-per-il-mantenimento-dello-statu-quo hanno presentato la cosa in maniera molto diversa...

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  5. Paolo Gravagnuolo15 aprile 2013 17:02

    Continuo a dissociarmi dal facile sport nazionale: spara ad altezza d'uomo su chi è sconfitto. Tuttavia, comprendo quanto espresso da Castruccio Castracani sul passaggio piuttosto repentino dall'arroganza al vittimismo (forse un altro male "costituzionale" italiano): Monti ha indubbiamente fatto alcuni errori ed ha fatto bene a distinguere la sua persona da Lista civica.

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  6. Va bene, Castruccio...conto quanto il due di coppe quando la briscola è a denari, comunque capisco che la fuga sdegnata non è il massimo del fair play. Si, continuerò a scrivere come so e come posso. Allora stasera c'è un'altra perla della signora Lombardi.
    La capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle durante un''intervista a Radio Radicale le rammenta che il candidato alla Presidenmza della Repubblica deve avere almeno 50 anni. Lei, con il solito piglio arrogante risponde: "Mi pare che l'età anagrafica non sia scritta in Costituzione'' e la giornalista le ricorda il requisito proprio stabilito dalla Costituzione. Lei fa una giravolta e con la faccia tosta che si ritrova cerca di rimediare. Comunque, sul sito di Repubblica troverete anche l'audio. Ecco, il mio compito qui...sarà quello di rammentare le 'minchionate' grilline. Non vi deluderò.

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  7. Amerigo Gagliardi16 aprile 2013 15:35

    Forse si è accorto di essere stato semplicemente (e io non escludo che si possa anche dire "ingenuamente") "usato" in una serie di azioni appartenenti a un medesimo disegno criminale da parte di uno che di crimini se ne intende. Lo rivela platealmente il fatto che tante persone si scaglino contro di lui, invece di maledire i veri responsabili della tragica situazione in cui la nazione si trova. Triste.

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