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martedì 5 febbraio 2013

La sfida di Malala e i ragazzini che salveranno il mondo.(da tutti i talebani)


Malala Yousafzai è stata dimessa dalla clinica di Birmingham dove le hanno ricostruito il cranio. Non c'è stato bisogno di far nulla per la sua volontà di continuare a combattere. Che analogia nel suo fare con quanto scrisse Elsa Morante.

Malala ce l'ha fatta. Bene.
La ragazzina di quindici anni non ancora compiuti (è nata il 12 luglio 1997) che, rivendicando il suo diritto all'istruzione, ha sfidato i talebani sta guarendo.
Lo dice lei stessa in un video che gira nella rete: «Oggi potete vedere che io sono viva, posso vedervi, posso parlare, miglioro giorno dopo giorno. Questo è grazie alle preghiere delle persone, perché tutti, uomini, donne e bambini hanno pregato per me. Dio mi ha voluto regalare questa nuova vita».
Le pallottole che gli integralisti le hanno piazzato in testa lo scorso ottobre all'uscita dalla scuola le hanno fracassato il cranio ma non sono state sufficienti né ad ucciderla e neppure a scalfire la sua voglia di vita e la sua determinazione.
La chirurgia le ha ricostruito, con il titanio, parte del cranio ma la sua voglia di continuare a combattere per il diritto all'istruzione e alla cultura non ha avuto bisogno di alcun intervento. E' rimasta com'era: forte, salda e serena. Come di quelli che han la certezza della ragione. E questo ben lo si comprende dal seguito del suo messaggio:«E' la mia seconda vita, io voglio servire le persone. E vorrei che ogni ragazza, ogni bambino ricevesse un'educazione, per questo abbiamo creato il fondo Malala».
Accidenti, quanta leggerezza. 
Non pare neppure che parli della sua quasi morte. E neppure di un programma rivoluzionario. E neppure di voler sovvertire un ordine radicato e millenario. Anzi sembra proprio che stia dicendo di una cosa normale. La più normale per una ragazzina della sua età. Che stia quasi parlando di un gioco. E il suo tono di voce è tranquillo.
Riecheggiano nelle sue altre parole: «…Nessuno conosce veramente un altro, se non lo ama. Ciascuno di tutti gli altri,è conosciuto solo da chi lo ama. E ciascuno di tutti gli uomini e le donne, ciascuno è straordinario, è un universo favoloso, è, in fondo, senza colpa, innocente. Ma solo chi lo ama lo sa». (1)
Ora si propone la ragazzina Malala per il premio Nobel. Il Nobel per la pace assegnato a lei che vuole la rivoluzione.  E come prevede il regolamento ci si devono mettere in tre. Tre membri del parlamento svedese che hanno fatto loro la proposta di un indo-pachistano-canadese Tarek Fatah.
Gli adulti, i grandi come dicono i bambini, per darsi un senso devono, ancora una volta fare ricorso ai ragazzini perché: “ Ah, Dottori Dottori! alla vostra età! /con tutto che vi addottorate e vi baccalaureate/ e vi improfessorate nelle Università/ e la storia e la geografia studiate viaggiate vi scafate, le macchine fabbricate/ sviscerate la scienza/ inventate l’atomica e il volo lunare/però questa primaria lezione dell’esperienza/ ancora non la volete imparare?”
Ché poi come ben sanno i più saggi, che sono i bambini, non rimane altro che vivere con gioco, «…divino perché non c’è nessuna promessa/o speranza di guadagno». Perché alla fine è tutto qui.
Così, con profetica lucidità, scriveva Elsa Morante nel 1968 nel Mondo salvato dai ragazzini. Testo anomalo, forse, certamente non sempre capito che ancora oggi, dimostra la sua straordinaria forza, la sua straordinaria ragione e, per un gioco del destino anche la sua attualità. Non sarebbe male se Malala incontrasse queste righe e scoprisse che una grande rimasta ragazzina la pensava come lei. O viceversa.
E sarà bellissimo quando ricevendo il Nobel dirà, con altre parole, s'intende, qualcosa del tipo:

Sarebbe una magnifica stravaganza
di scavalcare tutti insieme i tempi brutti

in un allegro finale: FELICI TUTTI!

Forse, il primo segreto essenziale

della felicità si potrebbe ancora ritrovare.

L’importante sarebbe di rimettersi a cercare.


E forse crescerà il numero dei F(elici) P(ochi).
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  1. E. Morante, Opere, Mondadori, Milano, 1990, vol. I, p. LXIII.
  2. E. Morante, il Mondo salvato dai ragazzini, La canzone degli Infelici Molti e dei Felici Pochi

1 commento:

  1. franco bertolini5 febbraio 2013 17:53

    Diverso dal solito e "naturalmente" tanto impegnativo quanto grande. Bravissimo!

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