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giovedì 20 settembre 2012

Nicole Minetti questa volta vuole sostenere il made in Italy.


In Nicole Minetti la voglia di sostenre è travolgente. Prima ha sostenuto le soirèe di Silvio Berlusconi, poi ha sostenuto il PDL poi grazie al sostegno dello stesso si è dedicata a sostenere Formigoni. Una vita da sostenitrice.  Non c'è che dire.
Ora non contenta ha deciso che il suo sostegno, pratico, debba travalicare i confini della regione Lombardia e diventare nazionale anzi, di più: internazionale. Decide quindi di sostenere il made in Italy. Non proprio tutto ma, per questa volta, solo un brand. Una marca  importante nel mercato, guarda il caso, della lingerie e dei costumi da bagno.
Nel mondo dell'advertising (come direbbero Severgnini e la Fornero che sono anglofili spinti, ma c'è chi si accontenta di 'pubblicità' o, come dicevano i nonni, di 'reclame') si ricorre al testimonial quando ormai il prodotto di suo ha poco da dire. Di solito succede per marche in fase di maturità o declino.  O alternativamente quando questa è scarsamente nota e la si  vuole rendere memorabile in tempi brevi. In entrambi i casi l'obbiettivo è quello di dare una scossa, ovviamente benefica, una sorta di iniezione ricostituente. Il compito del testimonial è per l'appunto proprio questo: essere un elemento propulsivo.  Quindi travasare sulla marca tutto quanto di positivo, lo contraddistingua e lo caratterizzi: simpatia, glamour, modernità, notorietà, indipendenza e talvolta anche autorevolezza, o addirittura onestà. Questo fece Grillo con Yomo tanti anni fa, per dire di un caso famoso, questo stanno facendo oggi Geppi Cucciari con Alessia Marcuzzi e George Clooney  e Stefania Sandrelli e Banderas e tanti altri ancora.
Ma i testimonial non sono intercambiabili: ognuno deve, in qualche misura, corrispondere al consumatore/trice della marca: sotto l'aspetto sociodemografico (sesso, età, condizione sociale ecc) e/o sotto quello psicografico: interessi, attitudini, abitudini ecc.) Non a caso la Sandrelli, che è un tantinello agè parla di osteoporosi mentre la Cucciari (simpatica) e la Marcuzzi (bella) lavorano per uno yogourt dietetico.
Infine, dettaglio importante, le qualità (pretese) del testimonial debbono essere accettate e considerate credibili dal consumatore, nella cui testa, quando pensa alla marca o ne vede la comunicazione, deve scattare il meccanismo: “se lo dice lui/lei mi posso fidare, è giusto, ci credo, mi sento come lei/lui,  ecc...” .
Semplice transfert.
Fareste un'assicurazione proposta da Luigi Lusi o donazioni ad una onluss che chiedesse denaro con er Batman-Federale Fiorito?
OK ora chiudete gli occhi: pensate a Nicole Minetti e alla lingerie e ai costumi da bagno.
Al fatto che la prima sostenga i secondi e non, come di regola, il contrario.
Quindi siete una donna è state per comprare il prodotto che ha come testimonial Nicole Minetti. Siete un uomo e la vostra fidanzata-moglie-compagna sta comprando la lingerie che ha come testimonial Nicole Minetti.
Senz'altro farete pensieri e accostamenti e considerazioni e magari anche sogni.
A questo serve un testimonial.
Magari il made in Italy si sostiene da solo


A corollario riporto la dichiarazione di Alessandro Cerulli, responsabile ufficio stampa di Parah - Metro del 24 settembre 2012 - sull'utilizzo di Nicole Minetti come modella
Domanda: "Avete raggiunto il vostro scopo?"
Risposta: "Per il momento dal punto di vista mediatico sì, mentre chi ci segue da anni non ha purtroppo apprezzato la nostra strategia. Sulla nostra pagina di Facebook i nostri fan hanno commentato in maniera negativa la nostra decisione e anche minacciato di abbandonarci."
c.v.d. (che sta per Come Volevasi Dimostrare)

7 commenti:

  1. da parte di
    AssociazioneCulturale LunaNera: molto vero...mi piace..

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  2. da parte di
    Pierangelo Rossi: e questi sono quelli che ci governano......

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  3. daparte di
    Paolo Penacchio: certamente più credibile come testimonial che come testimone.

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    1. Sempre molto ironico s gradevole. Meno male che, fra tante disgrazie che ci accompagnano dalla nascita alla morte, c'è anche qualcuno che sa scrivere l'italiano in modo corretto con una piacevole dose di humour. Scusate il ricorso anglofilo ma non sono tale, è solo una licenza.

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  4. Da parte di Marco Ermini:
    Caro Castruccio, sei così interessante che sarei disposto a finanziarti un correttore ortografico, a patto che tu mi prometta di usarlo, una volta tanto, prima di pubblicare qualcosa ;-)

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  5. Da parte di Sito Novefebbraio:
    Come siete criticoni, secondo me è la persona adatta a prendere di petto il problema :)

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  6. Da parte di Luigi Del Rosso: A me sembra tanto buona... Una fatina buona... :-)

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