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sabato 29 settembre 2012

E se invece ci prendessimo William Jefferson Blythe III?

No, non si tratta di un nuovo giocatore del campionato NBA e neppure del migliore e più giovane pilone della Nuova Zelanda ma di uno dei più popolari ed abili politici apparsi sul proscenio mondiale negli ultimi trent'anni.

In verità William Jefferson Blythe III è meglio conosciuto dal mondo intero come Clinton.
Bill Clinton. Grande presidente.
Il cognome Clinton lo prese, intorno ai sedici anni, dal padrigno e secondo marito della madre, rimasta vedova appena sposata .
Bene, qualche giorno fa Bill Clinton ha manifestato la sua voglia di Europa ed essendo uno dal grande fiuto qualche riflessione dovremmo farcela pure noi.
Naturalmente Bill Clinton si è espresso con il pragmatismo e la semplicità (apparente) che sono tipiche degli americani. Così ci ha fatto dunque sapere che ha le carte in regola per concorrere alle elezioni presidenziali sia dell'Irlanda sia della Francia. E in modo del tutto legale e soprattutto senza scomodare né il settimo cavalleggeri né i marines e neppure la sesta flotta della marina americana, che di solito sta nel Pacifico.
Gli danno questo diritto da un lato le origini irlandesi, riscontrabili anche somaticamente, cui dovrebbe aggiungere solo un piccolo investimento per l'acquisto di una casa. Mentre può correre per la presidenza  francese in virtù dell'essere nato in Arkansas, parte del Louisiana Purchase  (territorio acquistato dalla Francia nel 1803). In questo secondo caso non c'è neppure  il problema dell'acquisto della casa basta che dimostri di essere residente in territorio francese da sei mesi e che, questo è il problema dice Bill, conosca la lingua. Il suo francese  n'est pas parfait.
Ora considerando che in Irlanda piove sempre e c'è tanta umidità e che i francesi sono schizzinosi e,  a parte Woody Allen, per gli americani non è che ci vadano pazzi, perché non lo prendiamo noi?
In tema di oriundi il Bel Paese ha una lunga tradizione.
Abbiamo fatto diventare italiani calciatori, tennisti, rugbisti e saltatori provenienti da tutto il mondo andando a cercare e scovando, ascendenze da brivido.  Qualche volta è bastato che la famiglia d'origine avesse in casa una cuoca o un giardiniere dalle incerte radici italiane che paft: passaporto e maglia della nazionale garantiti.
Se si guarda bene nella genealogia di Bill senz'altro , a prova di scommessa, si scopre che un qualche ex garibaldino trasferitosi in Louisiana abbia conosciuto, e non solo formalmente, un'antenata di William Jefferson. Per questo  Bill è così caldo, simpatico, friendly e alla mano. E poi a noi che parli bene l'italiano poco ci importa abbiamo già Di Pietro, Scilipoti e Razzi e i congiuntivi mancati di D'Alema e Cicchitto, di peggio non può fare.  Anzi Bill ci darebbe con naturalezza un italiano dall'accento esotico e, in più, quel tocco di internazionalità che Marietto Monti cerca di farci avere. Ma lui viene da Varese e un po' di provincialismo se lo porta attaccato. Non è colpa sua.
Con Bill si risolverebbero un sacco di problemi: nessuno potrebbe attaccarlo, da sinistra  come da destra.
Non D'Alema che già l'ha osannato, non Bersani che se lo dice D'Alema lui è d'accordo, non Veltroni che gli basta l'accento americano, non Fioroni-Bindi-Gentiloni visto che ha studiato in scuole cattoliche, non la Camusso e Landini per i programmi di welfare già messi in atto negli USA e neppure Renzi, poiché non si possono rottamare i monumenti. Specie se viventi.
E anche da destra nessun problema: non da La Russa che potrebbe ricevere in regalo la divisa originale di Rip Master, il tenente della serie Rin.Tin-Tin, non dalla Gelmini che si impratichirebbe su come si organizza una riforma scolastica efficacie e seria, non da Formigoni che senz'altro ammirerebbe l'eccellenza del Family Medical Leave Act, non da Gasparri-Cicchitto-Stracquadanio che non capirebbero ma tanto non capiscono neanche quando si parla in italiano, non da Alfano che,  come noto, non conta.  A B. non gli si direbbe niente per evitare che faccia gaffes, che tanto occupato com'è col logo del nuovo partito non lo si può distrarre. E quindi...
Napolitano avrebbe finalmente un interlocutore con cui parlare inglese così sarà contento, lui ci tiene, Mario Monti finalmente troverebbe qualcuno che la crescita l'ha fatta concretamente e non solo dichiarata, per la Merkel sarebbe un'ulteriore prova della maturità italica, Hollande tirerebbe un sospiro di sollievo e ci sarà grato a vita e gli altri dell'Europa ci invidierebbero. E non solo per il sole e le spiagge. In più, fatto da non trascurare, Sergio Marchionne troverebbe  pane per i suoi denti. E le tasse sarebbero pagate.
Il trio Feltri-Belpietro-Sechi non saprebbe cosa scrivere, ma non se ne sentirebbe la mancanza e avrebbero un po' di riposo. Senz'altro gli farebbe bene. Sallusti potrebbe dedicarsi con calma alla stesura delle sue memorie dal titolo “In prigione con Betulla”. E magari poi ci potrebbero pure fare un film. Dell'orrore.
E dunque che s'aspetta: così Mario Monti smetterà di giocare un giorno a Celestino V e l'altro a Giulio II.
Che poi Bill magari viene con Hillary e così avremmo anche forte ministro degli esteri.
Eh chiamiamolo dunque Bill, il suo cartellino costa pure poco. Meno di qualsiasi governatore di regione.

3 commenti:

  1. Da parte di
    AssociazioneCulturale LunaNera Castruccio meriti un inchino ..sei fortissimo....e c'hai convinti.... forza tutti uniti x sostenere...W.J.Blythe III..!!!

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  2. franco bertolini30 settembre 2012 17:12

    Troppo daccordo anche conl'anonimo qui sopra !(Assoc.Culturale LunaNera)
    Scritto con sagacia e humor come non è facile vedersi in giro.
    c omplimenti Castruccio.

    Franco (da domani Frank....come auspicio in favore di W.J.Blythe III)

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  3. Da parte di
    Paolo Penacchio complimenti per l'articolo e per non aver proposto Monica Lewinskji per qualche ministero,Se si tratta di premiare il vero merito, in Italia non siamo secondi a nessuno

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