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giovedì 14 giugno 2012

Anche l'Italia prende la sua Bastiglia (con un mese d'anticipo sui francesi).


Ebbene sì anche noi ce l'abbiamo fatta e con sommo sprezzo del pericolo e sfidando consuetudini pluridecennali abbiamo abbattuto il nostro più importante ed incancrenito simbolo di Ancien Régime.
Nell'anno del signore 2012 (questo riferimento è a favore dei posteri), ieri, 13 giugno, che è anche il nome di un ristorante milanese con cucina siciliana, e con un mese ed un giorno di anticipo sui francesi che l'hanno fatto solo il 14 luglio (by the way del 1789)  anche il popolo italiano ha conquistato e catturato e abbattuto e …. (pensate voi a qualche altro verbo eroico) la sua Bastiglia.
E' stata una lotta dura, senza esclusione di colpi, i sanculotti di Mario Monti, con in prima fila Pietro Giarda ed Antonio Catricalà e al loro fianco Annamaria Cancellieri che mostrava come la Marianna il petto ignudo (metaforicamente parlando),  hanno lanciato il cuore, i polmoni e anche le coratelle oltre l'ostacolo e sono finalmente riusciti a conquistare questo fondamentale obiettivo: avere un decreto legge anticorruzione. Se vi par poco.
Sembra che vi fossero anche Terzi di Sant'Agata e Filippo Patroni Griffi che però partecipavano con aristocratico distacco, a loro espressioni come  “presa della Bastiglia” o come “révolution avec les sans culottes”  suonano male e portano alla mente ricordi sgradevoli. Peraltro ai loro vecchi la presa della Bastiglia, quella vera, non gli è andata tanto a genio.
Comunque,.da oggi 14 giugno (sempre 2012 e sempre per i posteri) l'Italia è diventata un fulgido esempio cui potranno guardare con ammirazione e sbalordimento i giusti e i retti di Paesi come il Sudafrica (64º),  il Brasile (73º), l´India (95º) e la Russia (143º). Nonché l´Afghanistan, il Myanmar, la Corea del nord e la Somalia.
I numerelli che avete notato poco sopra stanno a rappresentare la posizione che le suddette nazioni occupano nella speciale classifica sulla corruzione stilata da Trasparency International.  Il Bel Paese è al 69° posto, numero già di suo inquietante, insieme al Ghana. Davanti a noi nazioni note per la loro specchiata intransigenza in fatto di onestà, trasparenza e rigore fiscale come  Barbados (16º), Bahamas (21º), Qatar (22º), la celebre isoletta di Saint Lucia (25º), il Botswana (32º), Porto Rico (39º) ma anche la Polonia (41ª), la Rwanda (49º), la Repubblica Ceca (57ª) e Cuba (60º) dove Benedetto XVI è stato di recente. Non per aprire una filiale dello IOR, si spera.
Per ottenere questo mirabile risultato la ministra Paola Severino, nome che di per sé è già un programma, con l'astuzia degna di Ulisse, ha confezionato tre eleganti pacchettini, che peraltro sono meno ingombranti di un cavallo e senza parere li ha offerti ai 536 deputati che per l'occasione sedevano in Parlamento. Questi, ignari dell'antico detto “timeo Danaos et dona ferentes” , molti sono i distratti, pochi quelli che hanno dimestichezza con il congiuntivo figurarsi con il latino, hanno carinamente accettato. E patatac la fiducia è stata ottenuta. Che sudata.
Apparentemente c'è stato qualche distinguo e infatti: l'articolo 10 che riguarda la incandidabilità dei condannati ha ottenuto 461 voti a favore e 75 contrari, l'articolo 13   sulle norme penali 431 pro e 71 contro e l'articolo 14 sul traffico di influenze 430 sì e 70 no. Ma più che per fatti politici veri e propri la differenza di voti è stata dovuta, dicono fonti ben informate, a qualche calo ipoglicemico e anche a problemucci di  incontinenza varia. Normale nell'attività parlamentare: si sta troppo tempo seduti, si mangia disordinatamente e si fa poca attività fisica. Cioè sportiva.
Ora c'è un solo punto in sospeso: capire quando il decreto legge entrerà il vigore, soprattutto per l'art. 10, se per le prossime elezioni, 2013 o per quelle del 2018. Per oltre un centinaio fra deputati e senatori, tra condannati in via definitiva e inquisiti, il cambio di data non è insignificante.  Comunque questo è già un punto di partenza. E speriamo non d'arrivo.
Anche se s'è sentito qualcuno canticchiare:
Pigliate sta Bastiglia, siente a mme !
Pe te fa senti'
come un gran pascia'
e t' inebria il cuor !
Ah !
Pigliate sta Bastiglia, siente a mme !

Non è che qualcuno, magari qualche potere furbo, sta pensando di tirare un tiro mancino?
Mario  occhi di ghiaggio Monti e ministra Severino, occhio alla penna!

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