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sabato 9 ottobre 2010

Il volto umano, la manfrina e la guerra

Nicola Porro, durante una puntata di “in onda”*, disse che le televisioni lo invitavano e lo invitano perché è il volto umano de il Giornale. E dal punto di vista estetico il ragionamento non fa una grinza: Nicola è belloccio, sia di viso, con barba di una settimana, sia di fisico, per quello che si può vedere in televisione.  Inoltre veste bene ed è spigliato nell’eloquio e soprattutto usa i congiuntivi. E, a causa dei congiuntivi, abbiamo avuto un quarto d’ora di simpatia per lui. Nulla a che vedere con Alessandro Sallusti che assomiglia sempre più a Nosferatu (speriamo che Nosferatu non se ne abbia a male) e i cui vestiti, anche se indossa un Brioni o un Isaia, sembra sempre che siano frutto di una raccolta Caritas o che, come nella migliore tradizione del giornalismo d’inchiesta ci abbia dormito dentro. E nulla a che vedere anche con Vittorio Feltri, cui siamo tanto affezionati**, che ha sempre l’aria di essere il maggiordomo assassino pur senza averne il tatto e neppure l’educato linguaggio, poiché anche quando ti dice “passami il salino” sembra che ti insulti.. Ma le differenze tra gli ultimi due e il primo finiscono qui. Per il resto uguali in tutto. E sì, perché non si diventa vicedirettore de il Giornale, a soli quarant’anni, se non si è funzionali (e questa è la qualità tipica degli Starace) o se non si hanno affinità elettive con la dirigenza e magari anche con la proprietà. Tra le due, visto il tipo, senz’altro la prima è da scartare restano quindi le affinità che peraltro si sono abbondantemente dispiegate in quelle telefonate di “cazzeggio” (così Feltri Vittorio le ha definite***) fatte a più riprese all’amico Arpisella. In queste si è abbandonato il forbito uso dei congiuntivi per dedicarsi alle minacce e al turpiloquio. Forse più congeniale. Chè, si sa, tra uomini è noto scherzare dicendo dello sfondamento di parti anatomiche e facezie similari. Se questo è il volto umano, per favore, rendeteci quello cattivo. Vedendolo dritto e chiaro ci sentiamo più a nostro agio.
Mentre siamo stati un po’ a disagio nel leggere l’intervista che la Signora Marcegaglia ha rilasciato al Corriere della Sera**** dove si assiste, in originale, ad una manfrina parabuonista. Sembra di leggere Veltroni.
Infatti la Signora dice tutto ed il suo contrario. E, quindi, senza scomodare alchimie o letture in filigrana riproponiamo, alla lettera brani dell’intervista. Andiamo con ordine nelle dichiarazioni:
1) nessun “dossier”, nessun gossip, nessuna indiscrezione o minaccia può provocare come effetto che io modifichi, attenui o aggravi il mio giudizio sulla congiuntura, sul governo, sull’opposizione…..
2) quando dico delle cose io peso le parole. Sarà il magistrato a valutare.

3) Io non sono andata spontaneamente dal pm; sono stata chiamata come persona informata dei fatti
4)(perché non si è rivolta di sua iniziativa alla magistratura? Chiede il giornalista) Perché non mi sembrava una questione di tale gravità da avere rilievo penale. E spero sinceramente che la magistratura possa giungere alla stessa conclusione (Nota di Castruccio: ma allora è vero che scherzavano! Comunque prima di esprivere giudizi aspettate a leggere le prossime risposte, a partire dalla 5.)
5) Io non voglio polemizzare con il Giornale. Mi limito a ricordare che viviamo un momento molto delicato
6) Non ho nulla contro Feltri. Lo considero un grande giornalista, uno dei migliori d’Italia. Lo apprezzerei ancora di più se usasse un linguaggio diverso
7) Penso che sul gruppo Marcegaglia si possa e si debba scrivere quel che è necessario. (Nota di Castruccio: necessario?!? Non quello che è giusto?)
8)(non ha timori? Chiede il giornalista) No. Ci sono delle indagini in corso. Ho piena fiducia nella magistratura.
9) La nostra forza (la Confindustria) è la nostra assoluta indipendenza di giudizio. Non posso, per paura di un articolo o di una campagna giornalistica cambiare idea sulle misure per risollevare il paese dalla crisi, e sulla necessità di occuparci di economia anziché di cognati, amanti, case a Montecarlo
10) E’ il comune sentire degli imprenditori Italiani. Ma non è una critica al Giornale
11) Berlusconi…Mi pare che in questa vicenda lui non c’entri assolutamente nulla. (Nota di Castruccio: “ mi pare” esprime incertezza “assolutamente nulla” esprime certezza massima. Per essere una che pesa le parole sembra un po’ lasca)
12) (ne è sicura? Incalza il giornalista) Magari mi sbaglio. (Nota di Castruccio: mica male come precisione!)
13) (con quale idea esce dalla vicenda:::?) Bè a dire quello che si pensa,il rischio di essere maltrattati c’è.
14 (non tutti possono rivolgersi a Confalonieri…) E’ vero. Detto questo mi pento di averlo fatto. Il tono della telefonata ricevuta dal mio capo ufficio mi aveva infastidito e allarmata. (Nota di Castruccio: allarmata?. Ma come? Vedi tutte le risposte precedenti)


Infine la guerra: il telegiornale di la 7 delle 13,30 dice che questa sia la parola che si sta usando in Via della Astronomia. Il Berlusconi Silvio agli industriali, specialmente quelli grandi, non è mai piaciuto molto. Lo accusano di “non saper stare a tavola” e forse è venuto il momento in cui gli vogliono presentare il conto prima di allontanarlo dal desco. In fondo lui non è un industriale vero.
E poi, come direbbe Monsignor Fisichella, se c’è di mezzo Berlusconi è questione di contesto

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* trasmissione de la 7, che viene trasmessa in diretta durante la fine settimana dopo il tg
** vedi su il vicario imperiale: Finalmente sono d’accprdo con Feltri, 10 marzo; A Vittorio Feltri la massima solidarietà 7 maggio; Vittorio l’illuminante 8 agosto;
*** “Le invasioni barbariche”del 8 ottobre 2010
**** Corsera 9 ottobre, intervista di Aldo Cazzullo