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domenica 26 settembre 2010

Cosentino, i panini ed il barbiere. Perchè meravigliarsi?

Con l’8 di settembre – certo bisogna non scaramantici per scegliere una simile data – s’è riaperto il Parlamento Italiano. I 630 deputati e i 315 senatori sono ritornati sui banchi, così come ha fatto, quasi in contemporanea, qualche milione di studenti.

Certo i nostri rappresentanti avranno goduto, come succede agli studenti, della gioia di rivedere i compagni di banco e, come gli studenti, avranno raccontato delle loro vacanze lamentando che:

                                                               L'estate sta finendo
                                                               e un anno se ne va
                                                               sto diventando grande
                                                               lo sai che non mi va.
                                                               In spiaggia di ombrelloni
                                                               non ce ne sono più
                                                               è il solito rituale
                                                               ecc. ecc…….*
E naturalmente entrambe le categorie si saranno augurate di iniziare questo nuovo anno di lavoro in modo soft. Fidando gli uni sul fatto che i professori, in fondo in fondo, sono esser umani e quindi anche per loro il ritorno potesse essere un po’ traumatico e gli altri che il Presidente della Camera di politica, o pretesa tale, ne avesse già avuta abbastanza durante le vacanze.
E infatti le prime due settimane sono filate lisce. O quasi.

Poi il 22 settembre s’è presentato il caso dell’on. Cosentino. Certo non una bagatella: era in gioco la possibilità da parte della magistratura di utilizzare delle intercettazioni telefoniche in un bel (si fa per dire) caso di camorra. Come noto l’autorizzazione viene negata.
In realtà il risultato sembra sorprendere anche la maggioranza, infatti il commentatore di una televisione** fa notare come l’applauso sia partito timidamente e sia cresciuto minuto dopo minuto fino a sfociare in un (quasi) boato liberatorio. Dettaglio: la maggioranza, che ha richiesto il voto segreto, s’è trovata a conteggiare anche voti che, in senso stretto, non le competevano. Ovvero qualcuno di questa sgangherata opposizione a questo ancor più sgangherato governo ha votato contro l’autorizzazione a procedere. Scandalo.
Per un paio di giorni, ma solo un paio, suoi giornali ci si è lungamente interrogati su chi potessero essere i franchi tiratori e come sia potuta verificarsi una simile situazione.
Personalmente la cosa non mi ha stupito più di tanto.

Già il giorno prima s’era palesato un chiaro e pericoloso indicatore.
Infatti il 21 settembre era all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio della Camera.
Bilancio di tutto rispetto dato che sfiora il miliardozzo di euro, più 1,3% rispetto a quello dell’anno 2009.
Durante il dibattito sono state messe in votazione delle proposte bizzarre tipo: portare il costo dei panini e delle bibite a livello di mercato, ovvero a quanto chi non bivacca a Montecitorio paga normalmente nei bar del Bel Paese***. O, follie delle follie, “la cessazione di ogni agevolazione per i deputati cessati dal mandato parlamentare per gli spostamenti aerei, autostradali, ferroviari, marittimi e ogni altro spostamento nazionale o internazionale”. Bocciatura solenne. Oppure, altra stravaganza, di abolire il servizio di barberia. Il relatore**** di questo emendamento si è rivolto con tono accorato all’aula dicendo: “abbiate coraggio colleghi, abolite questo privilegio”, neanche fosse Garrone *****. L’aula, anche questa volta, ha dimostrato di non avere coraggio anzi, in un processo di antropomorfizzazione, ce la immaginiamo come De Amicis descrive il cattivo del suo libro : “e Franti, l’infame, sorrise”.

In definitiva chi ha avuto la ventura di posare le proprie natiche su quegli scranni, a prescindere dalla durata della seduta, talvolta addirittura più breve di quelle fisiologiche, ha ottenuto privilegi a vita. Per cui se ragionassimo secondo il principio di causa-effetto, come suggerisce il monaco buddista Nichiren Daishonin******, dovremmo arguire che la causa sono i panini ed il barbiere e l’effetto è il caso Cosentino. Semplice no?
Il buffo è che l’opposizione, PD tanto per non far nomi, non sa neppure utilizzare in modo strumentale (o se si preferisce demagogico) la situazione per guadagnare qualche consenso. No, compatti con i berluscones e gli amici del trota nel difendere privilegi da pezzenti. D’animo.
Salvo poi leggere*******, il giorno dopo la battaglia del panino, che l’on Piero Fassino - che tra i suoi meriti palpabili annovera anche quello di aver iscritto Alba Parietti al PCI – ha tuonato contro il governo che non si impegna a sufficienza nella lotta contro la povertà.

Evidentemente la generosità è bellissima addirittura fantastica quando la si fa con i soldi degli altri e non tocca le proprie (loro) tasche. O la propria (loro) barba.

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* “L’estate sta finendo” grande successo del duo I Righeira, anno 1985. testi e musica di La Bionda, Righi, Rota
** TG7 del 22 settembre edizione delle ore 20,00
*** Proposta presentata da deputati dell’Italia dei valori
**** Proposta presentata da Stefano Stefani, Lega Nord, Il Tempo 22 settembre 2010.
***** Garrone è il buono per eccellenza del libro Cuore di Edmondo De Amicis.
****** Nichirem Daishonin monaco buddista, 16 febbraio 1222- 13 ottobre 1282, affermò che l’essenza del buddismo è contenuta nella frase “Nam-myoho-renge-kyo”. Myoho-renge-kyo è il titolo del Sutra del Loto nella sua versione cinese, 406 a.C.
******* L’Unità del 22 settembre 2010 – Piero Fassino: con questa destra l’Italia è sparita dalla

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