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mercoledì 14 luglio 2010

Avanti c’è posto. A sinistra.

Con questa frase Aldo Fabrizi invitata i passeggeri di una autobus romano ad avanzare e non fermarsi sulla piattaforma.
Nel film il Sor Aldo, grande attore di cinema e teatro e fantastico cuoco, faceva la parte di un bigliettaio della pregiata azienda municipalizzata del trasporto romano, al secolo ATAC, che in verità a salire su quegli autobus si scopriva il vero significato della parola colla.
E con quell’aria disincantata che rasentava il cinismo invitava tutti a stare bbboni e ad andare avanti che là, avanti, c’era posto. E io, Castruccio aggiungo a quell’avanti un bel “a sinistra”.

Sì perché nell’attuale panorama politico italiano c’è proprio tanto posto, là avanti, a sinistra.
Non che manchi la gente, anzi, il posto è pieno di fresconi vetero-filo-americani (che se stessero là sarebbero repubblicani), di nipoti con lo zio nel centro destra, di ammiratori del Nautilus - così definiti per i tanti inabissamenti subiti - di rampanti baciapile che andavano all’oratorio non per sfiancarsi e sudare correndo dietro ad un pallone ma per farsi vedere dal prete. No, di quelli ce ne sono diverse centinaia, seduti disinvoltamente qua e là, su per li rami del parlamento, non disposti a mollare neanche uno strapuntino. Che poi a togliergli di sotto le ben tornite natiche quei comodi sedili non sono certo avidi concorrenti ma i votanti. Sciocchezze.

E quindi là, avanti, a sinistra, quello che va deserto è lo spazio della politica.

Quelli che lì fingono di occupare il posto in realtà hanno dimenticato (o forse neppure mai imparato perché figli-di, nipoti-di, mogli-di, mariti-di e a ben guardare fra un po’ ci troveremo pure un padre-di …) le vecchie regole del gioco e non hanno neppure appreso, troppo tronfi o troppo ottusi, quelle nuove del marketing politico. Che come tutte le cose va gestito e non applicato secondo le formulette che si trovano sui manuali. Non sono dogmi né impartiti dal pulpito e neppure dal vecchio comitato centrale (o dalla ancor più terribile commissione centrale di controllo)
Questi si sono limitati alle camice coi bottoncini e, per farsi veder moderni, a qualche parola in inglese (mal digerito) e a qualche parolaccia in italiano (che di norma manca di congiuntivi). Fanno i moderati da sinistra. Scimmiottano i liberals ma non ne hanno né statura né cultura e soprattutto la voglia di correre rischi. L’unica cosa che gli è rimasto del passato è l’imprecare contro “il destino cinico e baro” e in mancanza di questo nel dar la colpa agli avversari. Che poi fanno il loro mestire. Bei giuggiolotti vero?

Cosa hanno dimenticato gli ex di entrambe le vecchie chiese?

Proprio questo: l’importanza che avevano le parrocchie e le sezioni di partito. Posti dove, oltre ai tesserati fedeli-durie-e-puri, andava anche la gente comune, anche quelli più deboli, a chiedere consigli, suggerimento e, talvolta, anche aiuto.
La parrocchia e la casa del popolo o le società di mutuo soccorso (ancor più antiche) e le cooperative (bianche o rosse) o i circoli associativi (bianchi o rossi) e le feste con gnocco fritto e salamele e la vendita del giornale la domenica (casa per casa) potevano anche avere stili e forme diverse ma su un punto erano assolutamente uguali: frequentavano ed erano frequentati dalla gente, conoscevano il sociale. Come s’è detto per un certo periodo a cominciare dal ’68.
Che poi sociale e socialista hanno la stessa radice semantica e non solo.
Ecco questo è lo spazio che, lì avanti a sinistra è lasciato desolatamente vuoto.
Il partito liquido lasciamolo fare a chi coi liquidi ha dimestichezza: per fare i poliziotti non bisogna prima essere ladri, basta studiarne il comportamento rimanendo comunque onesti. Geniale come trovata vero?
La televisione è fantastica ma non basta più, lo hanno capito anche gli uomini marketing delle aziende che adesso investono in azioni sul territorio. Bizzarri vero?

Allora occupiamolo quel posto lasciato libero lì avanti, a sinistra.

Che poi non è neanche obbligatorio stare insieme tra ex dell’oratorio e ex della sezione: ricordate la massima: marciare divisi per colpire uniti. Questa i nostri giuggioli l’hanno dimenticata.

Avanti, quindi, c’è posto lì a sinistra .

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